La Svizzera non aggiungerà Bitcoin alle riserve della propria banca centrale, almeno per ora. Il gruppo 2Bitcoin.ch, promotore dell’iniziativa popolare per modificare la Costituzione federale elvetica, ha annunciato il ritiro della campagna dopo aver raccolto circa 50.000 firme — la metà delle 100.000 necessarie per innescare un referendum nazionale. Il sistema di democrazia diretta svizzero prevede una finestra di 18 mesi per raggiungere la soglia: il tempo è scaduto senza che il traguardo fosse raggiunto.
Cosa Prevedeva l’Iniziativa Popolare per la Riserva Bitcoin in Svizzera
La campagna, guidata da Yves Bennaim (fondatore di 2Bitcoin.ch), proponeva un emendamento alla Costituzione federale svizzera: la Banca Nazionale Svizzera (SNB) — l’istituto di emissione elvetico, tra i più conservatori al mondo — avrebbe dovuto includere Bitcoin tra gli asset di riserva, accanto all’oro e alle valute estere. Il testo non specificava una percentuale minima di allocazione, ma il principio era chiaro: equiparare Bitcoin all’oro come riserva di valore.
Gli argomenti principali dei promotori si basavano su tre pilastri:
- Riduzione della dipendenza dal dollaro e dall’euro: circa tre quarti delle riserve in valuta estera della SNB sono denominate in USD e EUR, esponendo la Svizzera ai rischi geopolitici delle economie dominanti.
- Neutralità monetaria: Bitcoin, come asset senza emittente sovrano, si allineerebbe alla tradizione di neutralità che caratterizza la politica estera elvetica.
- Liquidità sufficiente: Bennaim ha respinto le critiche sulla liquidità, citando i miliardi di dollari scambiati ogni giorno sui mercati internazionali.
La SNB e la BCE: Opposizione Chiara alle Riserve Crypto
La Banca Nazionale Svizzera aveva già espresso la propria contrarietà prima che la raccolta firme cominciasse. Il motivo: Bitcoin non soddisfa i criteri standard per un asset di riserva — liquidità, stabilità e sicurezza. Un giudizio condiviso dalla Banca Centrale Europea (BCE), le cui autorità hanno ribadito che le riserve devono poter essere mobilitate rapidamente in caso di crisi finanziaria.
Il contesto di mercato non ha aiutato i promotori: nel 2026 Bitcoin ha perso circa il 7% del proprio valore, dopo aver toccato il massimo storico di 126.000 dollari nell’ottobre 2025. Un’oscillazione di questa portata difficilmente si concilia con i requisiti di stabilità richiesti per le riserve ufficiali.
| Paese / Istituzione | Posizione su Bitcoin nelle Riserve | Motivazione Principale |
|---|---|---|
| SNB (Svizzera) | Contraria | Volatilità e liquidità insufficiente per le riserve ufficiali |
| BCE (Unione Europea) | Contraria | Le riserve devono essere liquide, sicure e stabili |
| Repubblica Ceca | In esplorazione (1% riserve) | Diversificazione controllata, ancora in discussione parlamentare |
| USA (Federal Reserve) | Non ufficialmente considerata | Riserva strategica federale BTC in discussione al Congresso |
| El Salvador | Adottato (legal tender) | Inclusione finanziaria e riduzione costi rimesse internazionali |
L’Europa Divisa sul Ruolo di Bitcoin nelle Banche Centrali
Il fallimento della campagna svizzera riflette una frattura più ampia a livello europeo. Secondo quanto riportato da Reuters, i responsabili delle politiche monetarie del Vecchio Continente non hanno raggiunto alcun consenso sull’inserimento degli asset digitali nelle strategie di riserva delle banche centrali.
Il paradosso è evidente: mentre le istituzioni pubbliche rifiutano Bitcoin come riserva, il settore finanziario privato svizzero procede a piena velocità. AMINA Bank (già SEBA Bank), istituto regolamentato dalla FINMA (Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari), è diventata la prima banca autorizzata a offrire custodia e trading per Canton Coin — una rete blockchain istituzionale sostenuta da Goldman Sachs, Visa e Citadel. Un segnale inequivocabile che la Svizzera vuole restare hub cripto, ma su binari diversi dalla politica monetaria ufficiale.
Come ha analizzato BitcoinLive24 nelle recenti coperture della sezione Geopolitica, l’approccio europeo alle criptovalute nelle istituzioni pubbliche rimane prudente e profondamente frammentato tra paesi che guardano al futuro e istituzioni che mantengono posizioni conservative.
Le Reazioni e le Prospettive Future
Nella community Bitcoin internazionale, il risultato svizzero è stato accolto con delusione ma non con rassegnazione. Bennaim ha dichiarato che una futura iniziativa popolare rimane possibile, probabilmente con un approccio più graduato. La democrazia diretta elvetica ha già visto proposte radicali tornare al voto dopo anni di rielaborazione.
Il precedente storico è eloquente: nel 2014 la Svizzera votò contro un referendum che avrebbe obbligato la SNB a detenere almeno il 20% delle riserve in oro. Quella campagna contribuì però a rafforzare il dibattito sulle riserve alternative. Bitcoin potrebbe seguire un percorso simile, con tempistiche più lunghe ma un dibattito ormai impossibile da ignorare.
Esistono almeno tre scenari plausibili per i prossimi anni:
- Scenario conservativo: le banche centrali europee mantengono la posizione attuale. Bitcoin cresce nell’adozione privata e istituzionale, ma resta escluso dalle riserve ufficiali.
- Scenario graduale: un paese europeo di piccole dimensioni — come la Repubblica Ceca — introduce una quota minima di BTC nelle riserve (0,1-1%), innescando un effetto dimostrativo.
- Scenario accelerato: gli USA istituiscono una riserva strategica federale di Bitcoin, trasformando le riserve digitali in una questione di geopolitica globale e spingendo le banche centrali europee a rivalutare la propria posizione.
Per seguire gli sviluppi su Bitcoin nelle riserve delle banche centrali in tempo reale, puoi leggere l’approfondimento sull’era Warsh alla Federal Reserve e scaricare l’app BitcoinLive24 per ricevere notifiche istantanee — Scarica l’app BitcoinLive24 per restare aggiornato.
Conclusione
La Svizzera ha detto no alla Bitcoin riserva della SNB — per ora. Non per mancanza di interesse, ma per i limiti della democrazia diretta e l’opposizione delle istituzioni monetarie. Il fallimento di 2Bitcoin.ch è una sconfitta tattica, non strategica: il dibattito è aperto, Bennaim non ha escluso un secondo tentativo, e il settore finanziario privato elvetico continua ad avanzare nell’integrazione degli asset digitali.
La domanda non è se Bitcoin entrerà nelle riserve delle banche centrali, ma quando e in quale forma. La risposta che arriverà dalla Svizzera, dalla Repubblica Ceca o — soprattutto — dagli Stati Uniti cambierà le regole del gioco a livello globale.
Fonte originale: CoinDesk | NewsBTC
FAQ — Domande Frequenti sulla Riserva Bitcoin in Svizzera
Perché la campagna svizzera per Bitcoin nelle riserve SNB è fallita?
La campagna 2Bitcoin.ch ha raccolto circa 50.000 delle 100.000 firme necessarie entro la finestra di 18 mesi prevista dalla democrazia diretta svizzera. Senza raggiungere la soglia, non è stato possibile indire il referendum costituzionale. La Banca Nazionale Svizzera aveva già espresso opposizione, citando preoccupazioni sulla volatilità e sulla liquidità di Bitcoin come asset di riserva.
Cosa avrebbe cambiato l’iniziativa per gli investitori e i cittadini svizzeri?
Se approvata, avrebbe emendato la Costituzione federale svizzera, obbligando la SNB a detenere Bitcoin accanto all’oro e alle valute estere. Per il mercato cripto, avrebbe rappresentato un segnale storico di legittimazione istituzionale. Per i cittadini, significava che il patrimonio della banca centrale sarebbe stato parzialmente esposto all’andamento di Bitcoin.
Quali paesi stanno considerando Bitcoin nelle riserve ufficiali?
La Repubblica Ceca ha discusso una proposta per allocare l’1% delle riserve in Bitcoin. Gli USA stanno valutando una riserva strategica federale. El Salvador è l’unico paese ad aver adottato Bitcoin come valuta a corso legale. Svizzera, BCE e la maggior parte delle banche centrali europee restano contrarie all’inserimento di Bitcoin nelle riserve ufficiali.
È possibile una seconda iniziativa popolare in Svizzera su Bitcoin?
Sì. Il fondatore di 2Bitcoin.ch, Yves Bennaim, ha dichiarato che un futuro tentativo rimane possibile. La democrazia diretta svizzera non impedisce campagne simili, e alcune proposte inizialmente respinte sono tornate con successo. Un eventuale cambio nel contesto globale — come l’istituzione di una riserva Bitcoin negli USA — potrebbe rafforzare le probabilità di successo.
Bitcoin è legale in Svizzera?
Sì, Bitcoin è pienamente legale in Svizzera. Il paese ha una delle regolamentazioni cripto più avanzate d’Europa: il Cantone di Zugo è noto come “Crypto Valley” per la concentrazione di aziende blockchain. Banche come AMINA Bank offrono servizi regolamentati di custodia e trading. Il fallimento dell’iniziativa popolare non cambia lo status legale di Bitcoin in Svizzera.
