CLARITY Act USA: Markup al Senato il 14 Maggio — Bitcoin e Crypto Verso la Chiarezza Normativa

Il Comitato bancario del Senato americano ha fissato per il 14 maggio 2026 l’udienza di markup del Digital Asset Market Clarity Act, noto come CLARITY Act, il disegno di legge che ridisegna la struttura del mercato delle criptovalute negli Stati Uniti. L’annuncio segna un punto di svolta dopo mesi di stallo legislativo: la sessione è calendarizzata per le 10:30 ora di Washington e rappresenta un passo decisivo verso l’approvazione di una normativa che coinvolge direttamente Bitcoin e l’intero ecosistema crypto. Come riportato da CoinDesk, la convocazione del markup segnala che i legislatori sono pronti ad andare avanti nonostante alcune resistenze ancora aperte.

Che cos’è il CLARITY Act e perché riguarda Bitcoin

Il Digital Asset Market Clarity Act of 2025 è il testo normativo più ambizioso degli Stati Uniti per regolamentare il mercato delle criptovalute. Il disegno di legge stabilisce le regole di competenza tra la Securities and Exchange Commission (SEC, regolatore dei titoli) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC, regolatore delle materie prime), risolvendo l’ambiguità che per anni ha lasciato Bitcoin e altre criptovalute in una zona grigia giuridica.

Per Bitcoin, la posta in gioco è alta: una classificazione definitiva come commodity — materia prima — consoliderebbe la posizione del protocollo al di fuori della supervisione della SEC, aprendo la strada a una maggiore adozione istituzionale. La certezza normativa che il CLARITY Act promette è considerata dall’industria uno dei catalizzatori principali per portare la capitalizzazione del mercato crypto a nuovi massimi nei prossimi anni.

Mesi di Stallo e il Compromesso Tillis-Alsobrooks

Il percorso del CLARITY Act è stato tutt’altro che lineare. Il testo era bloccato da gennaio 2026, quando Coinbase (principale exchange USA, quotato al Nasdaq con ticker COIN) aveva ritirato il proprio supporto a causa di una clausola controversa sullo stablecoin yield: la previsione originale vietava alle aziende crypto di offrire rendimenti sui depositi in stablecoin.

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Lo sblocco è arrivato grazie a un compromesso siglato dai senatori Thom Tillis e Angela Alsobrooks. Il nuovo testo vieta il yield sulle riserve statiche degli stablecoin, ma lo consente per i token impiegati in attività finanziarie — una distinzione tecnica che soddisfa in parte le richieste dell’industria. Il Comitato non ha reso pubblico il testo completo aggiornato al momento della pubblicazione di questo articolo.

DataEventoImpatto sul CLARITY Act
Gennaio 2026Coinbase ritira il supportoStallo: stablecoin yield bloccante
Aprile 2026Compromesso Tillis-AlsobrooksYield consentito su stablecoin “attivi”
8 maggio 2026Comitato bancario annuncia markupUdienza calendarizzata per 14 maggio
14 maggio 2026Markup hearing (previsto)Eventuale approvazione in commissione
2026 (stima)Voto in aula al SenatoStep necessario prima della firma presidenziale

Le Banche USA si Oppongono: i Cinque Motivi

La calendarizzazione del markup non ha spento tutte le controversie. Una lettera firmata da cinque delle principali associazioni bancarie americane — American Bankers Association, Bank Policy Institute, Independent Community Bankers of America, National Bankers Association e Consumer Bankers Association — ha chiesto ulteriori revisioni al testo del compromesso, sottolineando che “è necessario ulteriore lavoro per arrivare a un testo che tuteli i consumatori”.

Le banche tradizionali temono che il compromesso sullo stablecoin yield consenta agli operatori crypto di erodere il loro modello di business raccogliendo depositi senza soggiacere alla stessa supervisione bancaria. In particolare, il linguaggio che distingue tra riserve “statiche” e “attive” è considerato troppo vago e potenzialmente sfruttabile per aggirare le norme prudenziali.

Gillibrand, l’Etica e la Clausola Anti-Corruzione

Un fronte distinto è aperto dalla senatrice Kirsten Gillibrand, da anni considerata una delle maggiori sostenitrici dell’industria crypto al Senato. Gillibrand ha dichiarato al pubblico del Consensus Miami — la principale conferenza crypto del 2026 — che il CLARITY Act deve includere una ethics provision che impedisca agli alti funzionari governativi di trarre profitto personale dal settore crypto mentre lo regolamentano.

La richiesta ha un peso politico evidente nel contesto attuale: diversi membri dell’amministrazione Trump hanno interessi dichiarati nel settore delle criptovalute, un fatto che ha acceso il dibattito sul conflitto di interessi. Secondo un sondaggio commissionato da CoinDesk, il 73% degli elettori registrati sostiene l’introduzione di tale clausola etica, un dato che potrebbe fare pressione sui senatori indecisi.

Il Segnale per l’Industria Crypto: “Un Grande Passo in Avanti”

Nonostante le resistenze, la risposta dell’industria all’annuncio del markup è stata ampiamente positiva. Faryar Shirzad, chief policy officer di Coinbase, ha definito la calendarizzazione “un grande passo in avanti”, ribadendo che la legislazione è essenziale per supportare l’innovazione negli Stati Uniti proteggendo al contempo i consumatori.

L’avvocato Bill Hughes, esperto di regolamentazione crypto, ha sottolineato su X che il CLARITY Act potrebbe incentivare il rimpatrio negli USA di una quota rilevante dell’attività crypto attualmente svolta fuori dai confini americani: secondo le stime del settore, la maggior parte dei volumi di trading su asset crypto viene generata su exchange esteri, sfuggendo alla supervisione americana. Sulla scia dell’annuncio, BitcoinLive24 ha seguito da vicino l’evoluzione della discussione al Consensus Miami 2026.

Il Percorso Verso la Legge: Ancora Tappe da Superare

Il markup è un passo cruciale nel processo legislativo americano — è la fase in cui la commissione discute e vota emendamenti al testo — ma non è l’ultimo ostacolo. Dopo il voto in commissione, il disegno di legge deve essere approvato dall’intero Senato e poi riconciliato con un eventuale testo della Camera dei Rappresentanti, prima di arrivare alla firma del presidente Trump.

L’esperienza storica insegna che disegni di legge di questa complessità possono subire ritardi o modifiche sostanziali nelle fasi finali. Tuttavia, l’esistenza di un testo di compromesso e di un calendario definito rappresenta un segnale politico forte: i principali attori a Washington sembrano determinati a chiudere questa pagina entro il 2026.

Conclusione: Una Finestra di Opportunità che l’Industria Non Può Sprecare

Il CLARITY Act al markup è una finestra di opportunità concreta per la regolamentazione crypto americana, attesa da anni dall’industria. Per Bitcoin, in particolare, la definizione legale come commodity e la chiarezza sulle regole di custodia e trading istituzionale potrebbero sbloccare una nuova fase di adozione. Le resistenze delle banche tradizionali e le richieste etiche della senatrice Gillibrand mostrano, tuttavia, che il percorso non sarà privo di ostacoli.

Le prossime settimane saranno decisive: se il markup del 14 maggio andrà a buon fine, il disegno di legge entrerà in una fase accelerata che potrebbe portare a un voto definitivo entro l’estate. Se invece le divisioni sull’etica o sullo stablecoin yield dovessero riaprirsi, il rischio è un nuovo rinvio. Per restare aggiornato in tempo reale su questa e altre notizie Bitcoin, scarica l’app BitcoinLive24.

FAQ — CLARITY Act e Bitcoin

Cos’è il CLARITY Act?
Il Digital Asset Market Clarity Act è un disegno di legge USA che stabilisce regole chiare per il mercato delle criptovalute, definendo la competenza tra SEC e CFTC e classificando Bitcoin come commodity, non come titolo finanziario.
Perché il CLARITY Act è importante per Bitcoin?
Bitcoin classificato come commodity è sottoposto alla CFTC (regolatore meno restrittivo della SEC), il che facilita la creazione di prodotti istituzionali — ETF, futures, custodia bancaria — senza l’incertezza di potenziali azioni legali della SEC.
Cosa succederà il 14 maggio 2026?
Il 14 maggio 2026 alle 10:30 il Comitato bancario del Senato USA terrà l’udienza di markup del CLARITY Act: la fase in cui vengono discussi e votati gli emendamenti al testo del disegno di legge.
Le banche americane supportano il CLARITY Act?
No. Le principali associazioni bancarie americane, tra cui American Bankers Association e Bank Policy Institute, hanno inviato una lettera al Senato chiedendo ulteriori modifiche, in particolare sulla clausola dello stablecoin yield.
Quando potrebbe diventare legge?
Se il markup del 14 maggio procederà senza intoppi, il testo potrebbe arrivare al voto dell’intero Senato nel corso del 2026. L’approvazione definitiva richiede però anche il via libera della Camera e la firma presidenziale.

Fonte: CoinDesk, 8 maggio 2026. Per approfondire leggi anche il nostro articolo su CLARITY Act e l’accordo bipartisan degli stablecoin e il reportage sul Pentagono che gestisce un nodo Bitcoin.

Trevis

Autore di BitcoinLive24

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