Coinbase ha abilitato, nel giugno 2026, i depositi e i prelievi diretti in Rupie Indiane (INR) attraverso il sistema IMPS (Immediate Payment Service), eliminando l’intermediario per gli utenti indiani che vogliono accedere a Bitcoin e altri asset digitali. Il mercato indiano — con circa 1,4 miliardi di abitanti — diventa così accessibile senza i passaggi aggiuntivi che fino a oggi frenava l’onboarding di massa. Per l’ecosistema Bitcoin, si tratta di uno dei passi di adozione più rilevanti dell’anno in corso.
Coinbase e l’India: una storia di tentativi e ostacoli regolatori
Il rapporto tra Coinbase e il mercato indiano è lungo e travagliato. Nel 2022 l’exchange aveva effettuato il suo primo ingresso ufficiale nel Paese, ma aveva dovuto sospendere quasi subito i pagamenti via UPI (Unified Payments Interface) a causa di pressioni informali da parte della Reserve Bank of India. Nel 2023 Coinbase aveva deciso di abbandonare completamente il mercato.
La svolta è arrivata a dicembre 2025, quando l’exchange ha ottenuto la registrazione come Virtual Digital Asset Service Provider (VASP) presso la Financial Intelligence Unit India (FIU-IND), l’organismo di vigilanza antiriciclaggio che supervisiona tutti gli operatori crypto nel Paese. Questa registrazione ha aperto la strada al rilancio completo della piattaforma, culminato ora con il supporto diretto all’INR.
Cosa cambia concretamente per gli utenti indiani
Il nuovo sistema consente agli utenti registrati su Coinbase India di effettuare depositi e prelievi in Rupie attraverso IMPS, la rete interbancaria in tempo reale già usata quotidianamente da centinaia di milioni di indiani per pagamenti digitali. In pratica, acquistare Bitcoin in India tramite Coinbase diventa paragonabile all’acquisto di qualsiasi altro asset su un’app di trading locale.
Oltre ai depositi e prelievi fiat, la piattaforma mette a disposizione:
- Spot trading su Bitcoin, Ethereum e altri asset digitali principali
- Futures perpetui su criptovalute selezionate
- Order book locale in INR con liquidità dedicata al mercato indiano
- Accesso alle funzionalità globali dell’exchange
Il mercato indiano: i numeri che contano
Con 1,4 miliardi di abitanti, l’India è il Paese più popoloso al mondo ed è già uno dei mercati crypto emergenti più dinamici a livello globale. La penetrazione smartphone supera il 55% della popolazione e il segmento dei giovani lavoratori — la fascia 25-40 anni — mostra tassi di adozione crypto tra i più alti in Asia, secondo diversi rapporti di settore. Fino a oggi, tuttavia, la mancanza di un on-ramp diretto in Rupie ostacolava la conversione di questo interesse in utilizzo effettivo.
| Indicatore | Dato | Fonte |
|---|---|---|
| Popolazione India | ~1,4 miliardi | World Bank 2025 |
| Utenti smartphone | >780 milioni | GSMA 2025 |
| Tassa crypto India | 30% sui guadagni + 1% TDS | Finance Act 2022 |
| Investimento Coinbase in India | $1 milione (hackathon, grant) | Coinbase 2026 |
| Relaunch Coinbase India | Dicembre 2025 | Coinbase |
| Supporto INR diretto | Giugno 2026 | Bitcoinist |
E’ utile ricordare che in India vige una delle tassazioni più severe al mondo sui guadagni da criptovalute: 30% sul capital gain più un’addizionale dell’1% (TDS, Tax Deducted at Source) su ogni transazione. Nonostante questo, il mercato non si è fermato.
La strategia di Coinbase: investire nell’ecosistema, non solo nell’exchange
Parallelamente al rilancio operativo, Coinbase ha dichiarato di aver investito oltre $1 milione nella community builder indiana: hackathon, grant per sviluppatori e fellowship legate alla sua blockchain Layer 2 Base. Questa strategia — che ricorda il playbook già usato in Europa e America Latina — punta a costruire un ecosistema locale di sviluppatori e startup attorno all’infrastruttura Coinbase, con Bitcoin e i principali asset digitali come riferimento principale.
L’exchange è inoltre investitore strategico in CoinDCX, uno dei principali exchange crypto con sede a Mumbai, a testimonianza di un approccio che integra l’espansione diretta con la partecipazione all’ecosistema locale preesistente.
Bitcoin e India: perche’ l’adozione nei mercati emergenti conta
Per BitcoinLive24, il lancio del supporto INR diretto è un segnale che va oltre la singola azienda. I mercati emergenti — India, Africa subsahariana, America Latina — sono storicamente i luoghi dove Bitcoin trova la sua utilità più immediata: protezione dall’inflazione, accesso a servizi finanziari per chi non ha un conto bancario tradizionale, rimesse internazionali a costi ridotti.
L’India, in particolare, è il principale Paese ricevente di rimesse al mondo: secondo la Banca Mondiale, nel 2024 ha ricevuto circa $129 miliardi in trasferimenti dall’estero. Un sistema che consenta agli indiani della diaspora di inviare valore in Bitcoin — convertibile poi in Rupie direttamente su Coinbase — potrebbe aprire uno scenario di adozione molto concreto.
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Sfide aperte: tassazione e competizione locale
Il percorso di Coinbase in India non è privo di ostacoli. La tassazione del 30% sui guadagni crypto — una delle più alte al mondo — continua a deprimere i volumi di trading rispetto al potenziale del mercato. Diversi operatori locali come CoinDCX e WazirX hanno già una base utenti consolidata e vantaggi competitivi in termini di conoscenza del territorio.
Sul fronte regolatorio, la posizione dell’India è tuttora in evoluzione: il governo ha segnalato interesse per un quadro normativo più organico, ma i tempi restano incerti. L’esperienza del 2022 — quando Coinbase fu costretto a ritirare il supporto UPI sotto pressione informale — dimostra che anche con registrazione FIU, il rischio regolatorio rimane reale.
Conclusione: un mercato da 1,4 miliardi si apre a Bitcoin
Il lancio dell’on-ramp INR diretto da parte di Coinbase rappresenta uno dei passi più concreti verso l’adozione di Bitcoin nel mercato indiano. Non si tratta di un semplice aggiornamento tecnico, ma di abbattere la barriera principale che separava centinaia di milioni di persone dall’accesso agli asset digitali: il collegamento con la valuta locale. Nei prossimi mesi vedremo se il volume di trading risponderà, e se altri exchange internazionali seguiranno la stessa strada.
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FAQ
Cos’e’ il supporto INR diretto di Coinbase in India?
Coinbase ha abilitato depositi e prelievi in Rupie Indiane (INR) via IMPS, il sistema di pagamento interbancario in tempo reale già usato da centinaia di milioni di indiani. Gli utenti possono acquistare Bitcoin e altri asset digitali direttamente dalla propria banca, senza intermediari aggiuntivi.
Coinbase è autorizzato a operare in India?
Si. Coinbase è registrato come Virtual Digital Asset Service Provider (VASP) presso la Financial Intelligence Unit India (FIU-IND), l’organismo che supervisiona il settore crypto nel Paese ai fini antiriciclaggio.
Quanto si paga di tasse su Bitcoin in India?
In India i guadagni da criptovalute sono tassati al 30% più un’addizionale dell’1% (TDS) su ogni transazione, introdotta dal Finance Act 2022. E’ una delle fiscalità più severe al mondo nel settore crypto.
Perche’ l’India è importante per l’adozione di Bitcoin?
L’India è il Paese più popoloso al mondo con circa 1,4 miliardi di abitanti e il principale ricevente di rimesse internazionali ($129 miliardi nel 2024, secondo la Banca Mondiale). Un accesso semplice a Bitcoin tramite valuta locale potrebbe accelerare significativamente l’adozione nei segmenti non bancarizzati e nella diaspora indiana.
Quali altri exchange sono attivi in India?
I principali exchange locali sono CoinDCX (in cui Coinbase è investitore) e WazirX. A livello internazionale, Binance ha avuto una presenza significativa ma ha affrontato problemi regolatori. L’ingresso di Coinbase con supporto INR diretto aumenta la competizione e potrebbe spingere a migliorare le offerte per gli utenti indiani.
Fonte: Bitcoinist
