Una causa legale senza precedenti puntava a rivendicare la proprietà di 39.069 wallet Bitcoin dormenti — collettivamente circa 3,8 milioni di BTC pari a circa 285 miliardi di dollari. Il 5 giugno 2026, il giudice Kathy J. King della Corte Suprema di New York ha emesso una sospensiva, bloccando il procedimento grazie all’intervento di un avvocato esterno. Nel frattempo, due wallet citati in giudizio si sono svegliati spontaneamente: il mercato osserva.
La Causa da $285 Miliardi: chi è “Noah Doe”?
Il procedimento ABC Company, XYZ Company e Noah Doe v. John Does 1–39.069 (Index No. 153119/2026) è stato depositato all’11 marzo 2026 presso la Corte Suprema della Contea di New York. Il ricorrente principale — identificato con lo pseudonimo “Noah Doe” e affiancato da due società del Wyoming — sostiene di aver sviluppato un algoritmo capace di individuare wallet Bitcoin con presunte vulnerabilità di sicurezza. Tra dicembre 2024 e aprile 2025, Noah Doe ha consegnato drive USB al 17° Distretto della Polizia di New York con le prove di questa analisi.
La teoria giuridica su cui si fonda la causa è quella del “bene smarrito” (lost-property statute): i wallet dormenti da anni sarebbero stati “abbandonati”, e il ricorrente — in quanto “ritrovatore” — potrebbe legalmente appropriarsene. Da 42.001 indirizzi inizialmente identificati, la lista si è ridotta a 39.069 wallet dopo che 424 detentori hanno eseguito transazioni on-chain e sono stati rimossi dal procedimento.
Come Sono Stati “Notificati” 39.000 Wallet
La notifica ai presunti convenuti è avvenuta attraverso un meccanismo blockchain inedito. La società Salomon Brothers Strategic Advisors ha inviato 98 batch di transazioni “dust” — ciascuna da 546 satoshi — incorporando nei metadati OP_RETURN un link a una pagina web con le istruzioni del tribunale. Le transazioni sono state registrate nei blocchi 950.446–950.576 tra giugno e luglio 2025. I destinatari avevano una finestra di 90 giorni per rispondere e dimostrare la propria proprietà.
Secondo CoinDesk, tra gli indirizzi citati figura il wallet “1Feex” (John Doe n. 1) con circa 80.000 BTC, ampiamente discusso in relazione al furto di Mt. Gox del 2011 e a potenziali azioni di confisca federale statunitense.
Il Risveglio dei Wallet Dormenti
Nel pieno del procedimento, tre wallet elencati come convenuti si sono “svegliati” dopo anni di inattività — fatto che mina direttamente la tesi dell’abbandono.
| Indirizzo | BTC mossi | Valore approx. | Data movimento | Dormiente dal |
|---|---|---|---|---|
| 1LwWt… (n. 38215) | 15 BTC (su 35,55) | ~$2,54 mln | 2 giugno 2026 | 27 marzo 2011 |
| 1CDSy… (non citato) | 20 BTC | ~$1,48 mln | 2 giugno 2026 | ~2011 |
| 18sLg… (n. 37923) | 47,26 BTC | ~$2,88 mln | 6 giugno 2026 | 17 giugno 2011 |
Il wallet 1LwWt, nato nel marzo 2011 quando il prezzo di Bitcoin era inferiore a 1 dollaro, ha spostato 15 BTC il 2 giugno 2026 (blocco 952.104) dopo essere rimasto immobile per 15 anni. Il wallet 18sLg ha invece mosso 47,26 BTC il 6 giugno 2026, dopo oltre 15 anni di silenzio assoluto. Nessuno sa se i titolari abbiano agito in risposta alla causa o per ragioni indipendenti.
L’Avvocato che ha Bloccato Tutto: 7 Argomenti Contro la Causa
Il 29 maggio 2026, l’avvocato Ian R. Cohen ha depositato un’istanza amicus (NYSCEF Doc. n. 33) contestando sette fondamenti della causa. Il giudice King ha accolto il ricorso il 5 giugno 2026, emettendo la sospensiva.
Secondo Cohen, l’Articolo 7-B del Personal Property Law di New York disciplina oggetti tangibili, non entry blockchain. “L’abbandono richiede una rinuncia intenzionale alla proprietà e un atto esterno che manifesti tale intenzione”, ha scritto l’avvocato nel suo ricorso. La semplice inattività, per quanto prolungata, non equivale ad abbandono giuridico.
Cohen ha contestato anche la definizione di “ritrovatore”: analizzare la blockchain pubblica con un algoritmo non configura un “ritrovamento” ai sensi della legge. Ha inoltre sollevato questioni di giurisdizione — Bitcoin non ha un situs legale a New York — e di due process: i messaggi OP_RETURN non costituirebbero notifica costituzionalmente adeguata, specie per titolari deceduti o non anglofoni.
Per la redazione di BitcoinLive24, il principio in gioco è critico per chiunque detenga bitcoin in self-custody: se la teoria di Noah Doe fosse accettata, chiunque dotato di strumenti di analisi blockchain potrebbe teoricamente rivendicare wallet dormenti in tutto il mondo.
Il Quadro Normativo: l’Escheat di New York
La legge newyorkese già prevede un meccanismo per la valuta virtuale abbandonata: la riforma del 2022 dell’Abandoned Property Law impone che le criptovalute dormienti confluiscano al Comptroller dello Stato per l’escheat (devoluzione allo Stato), non a privati. La causa di Noah Doe bypasserebbe completamente questo percorso, tentando di privatizzare un processo che la legge riserva all’autorità pubblica.
Cosa Significa per i Detentori di Bitcoin
Il caso è straordinario per almeno tre ragioni. Prima: per la prima volta un tribunale statunitense è chiamato a stabilire se la mera inattività di un wallet equivale ad abbandono. Seconda: la tecnica di notifica via OP_RETURN pone un precedente per l’uso della blockchain come mezzo giuridico di comunicazione. Terza: tra i wallet citati in giudizio si trovano potenzialmente 3,8 milioni di BTC — circa il 18% dell’offerta totale di 21 milioni.
La sospensiva del 5 giugno 2026 ha congelato il procedimento in attesa di un’udienza sulle questioni fondamentali. Se il tribunale accogliesse la posizione di Cohen, la causa verrebbe probabilmente archiviata. Se invece accogliesse anche solo in parte la tesi di Noah Doe, le implicazioni per la self-custody di Bitcoin potrebbero essere storicamente rilevanti.
Per seguire tutti gli sviluppi normativi su Bitcoin, leggi il nostro articolo sull’offensiva di Lummis per le banche e Bitcoin e sul pacchetto di sette leggi crypto alla Camera USA. Scarica l’app BitcoinLive24 per ricevere notifiche in tempo reale su tutti i movimenti del mercato.
FAQ: Tutto sulla Causa Bitcoin da $285 Miliardi
- Chi è “Noah Doe” e cosa rivendica?
- Noah Doe è un ricorrente pseudonimo che sostiene di aver identificato 39.069 wallet Bitcoin con vulnerabilità di sicurezza. Rivendica la proprietà di circa 3,8 milioni di BTC (circa $285 miliardi) basandosi sulla legge newyorkese sui beni smarriti, argomentando che l’inattività prolungata dei wallet equivalga ad abbandono legale.
- Cosa ha deciso il tribunale il 5 giugno 2026?
- Il giudice Kathy J. King della Corte Suprema di New York ha emesso una sospensiva (stay), bloccando il procedimento verso un default judgment. La decisione è seguita al ricorso amicus dell’avvocato Ian R. Cohen, che ha contestato sette basi giuridiche della causa.
- Perché i wallet dormenti si sono mossi?
- Tre wallet elencati come convenuti hanno trasferito Bitcoin tra il 2 e il 6 giugno 2026, dopo oltre 15 anni di inattività. Non è noto se i movimenti siano stati una risposta alla causa o eventi indipendenti. In ogni caso, tali movimenti indeboliscono la tesi dell’abbandono.
- Cosa rischia chi ha Bitcoin in self-custody?
- Se la teoria giuridica di Noah Doe fosse accettata dai tribunali, chiunque dotato di strumenti di analisi blockchain potrebbe teoricamente rivendicare wallet inattivi. Per ora la causa è sospesa, ma il precedente che si creerà sarà rilevante per l’intero ecosistema Bitcoin globale.
- Quanti Bitcoin sono coinvolti nella causa?
- La causa riguarda 39.069 wallet con circa 3,8 milioni di BTC — equivalenti a circa il 18% dell’offerta massima di 21 milioni di Bitcoin. Al prezzo attuale di circa $60.000 per BTC, il valore complessivo supera i $285 miliardi.
Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria o legale. Le informazioni sono fornite a scopo puramente informativo.
