Polonia: Nawrocki Veta per la Terza Volta la Legge Crypto prima di MiCA

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Il Terzo Veto di Nawrocki Blocca la Compliance MiCA in Polonia

Il presidente polacco Karol Nawrocki ha posto il veto alla legge di recepimento del regolamento europeo MiCA (Markets in Crypto-Assets) per la terza volta consecutiva, a poche settimane dalla scadenza del periodo transitorio dell’UE prevista per la fine di giugno 2026. Lo riferisce CoinTelegraph citando fonti parlamentari di Varsavia. La decisione lascia la Polonia in un limbo regolamentare che tocca direttamente le attività degli exchange, dei wallet provider e degli emittenti di stablecoin che operano nel paese.

Con questo terzo veto, la Polonia diventa l’unico grande stato membro dell’Unione Europea a non aver ancora recepito formalmente MiCA, il regolamento entrato in vigore il 30 dicembre 2024. La mancata trasposizione non esonera le aziende dall’obbligo di conformarsi al regolamento europeo, ma crea una zona grigia operativa che penalizza in particolare gli operatori locali privi di licenza in un altro paese UE.

Cos’è MiCA e Perché la Polonia Non Può Ignorarla

Il regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets Regulation) è la prima disciplina organica dell’Unione Europea per i mercati delle criptoattività. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale UE il 9 giugno 2023 e applicabile dall’inizio del 2025, MiCA stabilisce requisiti di licenza, requisiti patrimoniali e obblighi di trasparenza per tre categorie principali di operatori: emittenti di token, exchange (detti CASP, Crypto-Asset Service Provider) e emittenti di stablecoin.

Secondo le stime della Commissione Europea, il mercato delle criptoattività nell’area UE valeva circa 800 miliardi di euro all’inizio del 2025, con oltre 400 piattaforme di scambio attive che richiedono autorizzazione CASP. La Polonia, con circa 3,5 milioni di detentori stimati di criptoattività (dati Chainalysis 2025) su una popolazione di 37 milioni, è uno dei mercati retail più rilevanti dell’Europa centro-orientale.

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MiCA è un regolamento UE a applicazione diretta: anche senza una legge nazionale di recepimento, le aziende polacche che operano in Polonia sono obbligate a rispettarne le norme. Tuttavia, senza una legge locale, la Polonia non dispone dell’autorità nazionale competente (National Competent Authority, NCA) necessaria per rilasciare le licenze CASP, lasciando gli operatori locali nell’impossibilità di ottenere l’autorizzazione valida in tutto il mercato unico europeo.

Tre Veti: Cosa è Successo in Parlamento

Il parlamento polacco (Sejm) ha approvato una prima versione della legge di recepimento MiCA nel novembre 2025. Il presidente Nawrocki, eletto nel luglio 2025 con il sostegno dei nazional-conservatori, ha opposto il primo veto adducendo preoccupazioni su una presunta eccessiva burocrazia per le piccole imprese. Il Sejm ha approvato una versione emendata nel febbraio 2026; il secondo veto è arrivato in marzo, con riserve legate al sistema di sorveglianza finanziaria. La terza versione del testo — approvata a maggio 2026 — è stata bloccata in giugno con motivazioni legate a questioni di etica e governance degli enti di controllo, come riportato da CoinTelegraph.

DataEventoMotivazione veto (dichiarata)
Nov 2025Prima approvazione Sejm
Dic 2025Primo veto NawrockiEccesso di burocrazia per PMI
Feb 2026Seconda approvazione Sejm
Mar 2026Secondo veto NawrockiSistema di sorveglianza finanziaria
Mag 2026Terza approvazione Sejm
Giu 2026Terzo veto NawrockiEtica e governance NCA

La Commissione Europea ha già avviato contatti informali con le autorità polacche. Secondo fonti anonime citate da CoinTelegraph, Bruxelles potrebbe aprire una procedura di infrazione se entro la fine di luglio 2026 la Polonia non avrà designato l’NCA competente in via almeno transitoria.

Impatto su Bitcoin e gli Operatori Crypto Polacchi

Per Bitcoin — non classificato come stablecoin né come token emesso da un singolo soggetto — MiCA non introduce requisiti di emissione. Tuttavia, gli exchange polacchi che gestiscono coppie BTC/PLN o BTC/EUR devono ottenere la licenza CASP per continuare a operare legalmente nel mercato unico europeo. Senza un’autorità nazionale che rilasci questa licenza, le opzioni per gli exchange basati in Polonia si riducono a due: ottenere la licenza CASP in un altro paese UE (come Malta, Lituania o Irlanda) oppure operare in una zona grigia fino alla risoluzione della crisi politica.

Zoltan Vardai di CoinTelegraph cita fonti del settore secondo cui almeno tre exchange polacchi di media dimensione stanno già valutando il trasferimento della sede legale in Lituania o in Irlanda, dove le autorità locali (la Banca di Lituania e la Banca Centrale d’Irlanda) hanno già avviato processi di rilascio delle licenze CASP in tempi relativamente rapidi.

Per i detentori di Bitcoin retail in Polonia, l’impatto a breve termine è limitato: possono continuare a comprare, vendere e custodire BTC tramite exchange con licenza in altri paesi UE passaportata in Polonia. Sul fronte fiscale, in assenza di legge nazionale, la tassazione delle plusvalenze da crypto rimane disciplinata dalle norme esistenti sull’imposta sui redditi di capitale (podatek dochodowy od zysków kapitałowych), pari al 19% in Polonia.

Cosa Significa per gli Investitori Italiani

L’Italia, a differenza della Polonia, ha recepito MiCA nei tempi previsti, designando la Banca d’Italia e la Consob come autorità competenti congiunte. Per gli investitori italiani, la vicenda polacca ha rilevanza soprattutto indiretta: segnala che la compliance MiCA nel mercato unico europeo non è ancora uniforme, con zone grigie che potrebbero attrarre operatori meno regolamentati.

BitcoinLive24 ricorda che qualsiasi exchange che offre servizi a utenti italiani deve essere registrato o autorizzato ai sensi di MiCA oppure avere la licenza CASP passaportata. Prima di usare piattaforme con sede in Polonia o in paesi dove la normativa è ancora in evoluzione, è opportuno verificare che l’operatore disponga di una licenza valida rilasciata da un’autorità NCA di un paese UE. Consulta la nostra guida come comprare Bitcoin in modo sicuro e il nostro approfondimento su la regolamentazione Bitcoin in Europa per orientarti.

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Prospettive: Cosa Succede Adesso

Il Sejm polacco può superare il veto presidenziale con una maggioranza dei tre quinti dei votanti. Il governo di coalizione guidato da Donald Tusk dispone teoricamente di quella maggioranza, ma i numeri sono risicati e alcuni deputati della coalizione hanno espresso riserve sul testo. Un quarto tentativo di approvazione è atteso per la sessione parlamentare di luglio 2026.

In parallelo, la Commissione Europea potrebbe accettare una designazione temporanea dell’NCA polacca per via regolamentare, aggirando l’impasse politico. Questa strada — già percorsa in passato per altri regolamenti finanziari — richiederebbe un atto esecutivo del governo Tusk indipendente dall’approvazione presidenziale.

La vicenda polacca è anche un test del principio di supremazia del diritto europeo. Come ha scritto Zoltan Vardai su CoinTelegraph, il MiCA è direttamente applicabile in Polonia a prescindere dal veto presidenziale: l’unica questione aperta riguarda chi rilascia le licenze locali, non se le norme siano in vigore.

FAQ: Polonia, MiCA e Bitcoin

Il veto polacco significa che Bitcoin è illegale in Polonia?

No. Il veto di Nawrocki non rende illegale Bitcoin in Polonia. Il regolamento MiCA è già in vigore nel paese come norma UE a applicazione diretta. Il blocco riguarda esclusivamente il recepimento della legge nazionale che designa l’autorità competente per il rilascio delle licenze CASP agli exchange locali.

Gli exchange polacchi possono ancora operare?

Sì, ma solo se detengono una licenza CASP rilasciata da un’autorità NCA di un altro paese UE e passaportata in Polonia, oppure se operavano già in regime di grandfathering prima della scadenza del periodo transitorio. Gli exchange senza alcuna licenza europea rischiano sanzioni amministrative da parte dei regolatori di altri paesi UE.

Cosa rischia la Polonia con la Commissione Europea?

La Commissione Europea può aprire una procedura di infrazione, che può portare a sanzioni finanziarie quotidiane fino alla risoluzione del mancato recepimento. Storicamente, le procedure di infrazione in materia finanziaria si concludono in tempi di 12-18 mesi, ma la pressione politica tende ad accelerare la compliance prima delle sanzioni formali.

Cosa fa l’Italia riguardo a MiCA?

L’Italia ha recepito MiCA nei termini previsti, designando Banca d’Italia e Consob come autorità congiunte. Gli exchange che operano in Italia devono registrarsi o ottenere la licenza CASP. Gli investitori italiani possono quindi operare su piattaforme autorizzate con piena certezza giuridica.

MiCA si applica a Bitcoin come asset?

Bitcoin non rientra nelle categorie di token soggetti a requisiti di emissione ai sensi di MiCA, in quanto non ha un emittente identificabile. Tuttavia, i servizi su Bitcoin — compravendita, custodia, trasferimento — rientrano nell’ambito dei servizi CASP che richiedono autorizzazione MiCA per gli operatori che li offrono nell’UE.

Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria o legale. Per valutare la compliance della tua piattaforma crypto preferita, consulta un professionista abilitato nel tuo paese.

Trevis

Autore di BitcoinLive24

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