Era il 14 giugno 2011. WikiLeaks aveva perso il 95% delle proprie entrate operative in meno di un anno: Visa, Mastercard, PayPal, Bank of America e Western Union avevano chiuso i rubinetti uno dopo l’altro, obbedendo alle pressioni del governo degli Stati Uniti. Quella mattina, l’organizzazione di Julian Assange pubblicò un indirizzo Bitcoin sul proprio sito. In quel momento, la più grande sfida alla censura finanziaria della storia moderna aveva trovato la sua risposta — e Bitcoin aveva trovato la sua prima, vera prova del fuoco.
Il Blocco che Nessuno Si Aspettava
Tutto iniziò con i “Cablegate”: la pubblicazione, nel novembre 2010, di oltre 250.000 cablogrammi diplomatici riservati degli Stati Uniti. La reazione del governo americano fu immediata. Nel giro di settimane, le principali piattaforme di pagamento chiusero i conti di WikiLeaks senza preavviso né sentenza giudiziaria: Visa, Mastercard, PayPal, Bank of America e Western Union agivano sotto pressione politica, non per ordine di un tribunale.
Il risultato fu devastante: WikiLeaks perse circa il 95% delle proprie entrate, che provenivano principalmente da donazioni internazionali. L’organizzazione rischiava la paralisi operativa. Era una forma di censura nuova — non dei contenuti, ma del denaro stesso. E dimostrava quanto fossero vulnerabili le organizzazioni che dipendevano dall’infrastruttura finanziaria tradizionale.
L’Avvertimento di Satoshi: “Avete Spiccato il Volo nel Nido di Vespe”
Satoshi Nakamoto — il misterioso creatore di Bitcoin, la cui identità rimane sconosciuta ancora oggi — aveva previsto esattamente questo scenario. Sul forum BitcoinTalk, nei mesi precedenti all’adozione da parte di WikiLeaks, Satoshi scrisse parole che sarebbero diventate storiche: WikiLeaks aveva “kicked the hornet’s nest”, aveva spiccato il volo nel nido di vespe.
Satoshi era preoccupato. Bitcoin era ancora un progetto nascente — aveva meno di due anni di vita, pochi sviluppatori attivi, nessuna liquidità reale. Un’esposizione così brusca, sotto i riflettori del conflitto tra WikiLeaks e il governo USA, avrebbe potuto attirare una repressione regolatoria immediata, prima che il protocollo avesse il tempo di maturare e irrobustirsi.
Poche settimane dopo quella dichiarazione, Satoshi Nakamoto scomparve definitivamente dalla comunicazione pubblica. Il 12 dicembre 2010 fu il suo ultimo post documentato. Molti ricercatori ritengono che l’episodio WikiLeaks abbia accelerato la sua scelta di ritirarsi — per proteggere sé stesso e il progetto dall’attenzione dei governi.
Il Giorno in Cui Bitcoin Divenne Reale
Il 14 giugno 2011, pubblicando quell’indirizzo Bitcoin, WikiLeaks non stava solo cercando fondi alternativi. Stava dimostrando, per la prima volta in condizioni reali e ad alto rischio, che Bitcoin funzionava come strumento di resistenza alla censura finanziaria. Nessun intermediario poteva bloccare la transazione. Nessuna banca centrale poteva congelare il portafoglio. Nessun governo poteva ordinare a un algoritmo di smettere di processare pagamenti.
Secondo quanto riportato da U.Today, l’evento rappresentò il primo grande stress test reale della censorship-resistance di Bitcoin — la proprietà fondamentale che distingue la rete Bitcoin da qualsiasi sistema di pagamento tradizionale. Non era un test in laboratorio: era la vita reale, con un’organizzazione sotto assedio dei governi più potenti del mondo.
L’Effetto a Cascata: da WikiLeaks a WordPress e Wikimedia
L’adozione di Bitcoin da parte di WikiLeaks aprì una breccia. Nei mesi e anni successivi, altre organizzazioni seguirono l’esempio:
- Novembre 2012: WordPress, la piattaforma che alimenta il 40% del web globale, accettò pagamenti in Bitcoin
- Febbraio 2013: Internet Archive, il grande archivio digitale no-profit americano, integrò Bitcoin nelle donazioni
- 2014: La Wikimedia Foundation — che gestisce Wikipedia — aggiunse Bitcoin come metodo di donazione ufficiale
Ogni adozione dimostrava lo stesso principio: Bitcoin permetteva a organizzazioni con missioni controverse, impopolari o semplicemente globali di ricevere fondi senza chiedere il permesso a nessuno. Il confine geografico e politico diventava irrilevante.
Cosa Ci Insegna Questa Storia nel 2026
Quindici anni dopo, il mondo è profondamente cambiato — eppure la lezione di WikiLeaks rimane attuale. Nel 2026, 845.256 BTC sono detenuti da società pubbliche come Strategy, SpaceX e GameStop. I Bitcoin Spot ETF americani gestiscono decine di miliardi di dollari. Istituzioni finanziarie come BlackRock e Fidelity hanno integrato Bitcoin nei propri prodotti d’investimento.
Ma la proprietà fondamentale che WikiLeaks scoprì nel 2011 non è cambiata: Bitcoin è un sistema di pagamento che nessuna autorità centrale può spegnere. Come ha scritto Lyn Alden (analista finanziaria indipendente, fondatrice di Lyn Alden Investment Strategy), Bitcoin è “indistruttibile” non perché sia perfetto, ma perché nessuna singola entità — nemmeno Saylor, nemmeno BlackRock — può controllarlo o fermarlo.
Su BitcoinLive24 abbiamo esplorato questa tesi di Alden e le sue implicazioni per il futuro del protocollo. E in un recente articolo sulle novità dalla SEC, abbiamo visto come l’equilibrio tra istituzioni e Bitcoin continui a evolversi.
Il Quadro Più Ampio: Una Bussola per il Futuro
La storia di WikiLeaks e Bitcoin non è solo una curiosità storica. È una bussola. Ogni volta che un governo blocca un conto corrente, ogni volta che una piattaforma di pagamento sospende un utente per ragioni politiche, il caso del 14 giugno 2011 torna di attualità. Bitcoin non fu creato per aggirare le leggi — fu creato per garantire che nessuna singola entità potesse esercitare un controllo arbitrario sul denaro delle persone.
Quindici anni fa, un’organizzazione sotto assedio finanziario aprì la porta. Oggi, miliardi di dollari di capitale istituzionale sono entrati da quella stessa porta. La domanda non è se Bitcoin sopravviverà al prossimo tentativo di censura — la risposta la conosciamo già da giugno 2011. La domanda è: quante persone lo scopriranno prima di averne bisogno?
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Domande Frequenti (FAQ)
Quando WikiLeaks ha adottato Bitcoin?
WikiLeaks ha adottato Bitcoin il 14 giugno 2011, pubblicando un indirizzo pubblico per le donazioni dopo che Visa, Mastercard e PayPal avevano bloccato i pagamenti verso l’organizzazione a fine 2010.
Perché Satoshi Nakamoto era preoccupato per l’adozione di WikiLeaks?
Satoshi Nakamoto temeva che l’attenzione dei governi su WikiLeaks avrebbe trascinato Bitcoin sotto i riflettori prima che il protocollo fosse abbastanza maturo per resistere a una eventuale repressione regolatoria. Sul forum BitcoinTalk scrisse che WikiLeaks aveva “kicked the hornet’s nest” — spiccato il volo nel nido di vespe — e scomparve definitivamente poche settimane dopo.
Qual è il significato storico dell’adozione di Bitcoin da parte di WikiLeaks?
L’adozione di Bitcoin da parte di WikiLeaks nel 2011 fu il primo grande stress test reale della censorship-resistance (resistenza alla censura) del protocollo, dimostrando in condizioni di pressione politica estrema che Bitcoin funzionava come sistema di pagamento alternativo. Fu il catalizzatore che spinse WordPress, Internet Archive e Wikimedia Foundation ad accettare Bitcoin nei due anni successivi.
