L’avvocato Ian Cohen ha depositato il 19 giugno 2026 una controrichiesta formale presso il tribunale di New York, opponendosi alla revoca della sospensione cautelare in un caso legale che punta a rivendicare 3,8 milioni di Bitcoin distribuiti su 39.069 indirizzi — inclusi presunti wallet attribuiti a Satoshi Nakamoto. La prossima udienza è fissata per il 14 luglio 2026. La decisione potrebbe avere implicazioni senza precedenti per l’intero mercato crypto.
Cosa Sta Accadendo: la Causa sui 3,8 Milioni di BTC
La vicenda prende il nome da un’azione legale anonima, identificata come “Noah Doe v. State of New York”, che punta a qualificare come beni abbandonati (abandoned property) i Bitcoin fermi senza movimento da anni su 39.069 indirizzi. Secondo la causa, lo Stato di New York avrebbe diritto a rivendicare la custodia di queste monete sulla base delle leggi statali sull’escrow dei beni inattivi.
I 3,8 milioni di BTC in questione rappresentano circa il 18% dell’offerta circolante di Bitcoin (offerta massima: 21 milioni). Al prezzo attuale, il valore aggregato supera i 240 miliardi di dollari. Tra gli indirizzi inclusi nella lista ci sarebbero quelli storicamente attribuiti a Satoshi Nakamoto, il creatore anonimo del protocollo.
La Controrichiesta di Cohen: Tre Argomenti Chiave
Ian Cohen, avvocato newyorchese con esperienza in diritto digitale, ha depositato il rebuttal il 19 giugno per bloccare ogni tentativo di revocare la sospensione cautelare attualmente in vigore. La sua argomentazione si articola su tre fronti principali:
| Argomento | Posizione della Difesa | Implicazione |
|---|---|---|
| Natura tecnica di Bitcoin | I BTC non sono “beni abbandonati” — inattività non equivale ad abbandono | Le leggi statali sugli unclaimed property non si applicano |
| Giurisdizione statale | New York non ha competenza sui protocolli decentralizzati | La causa potrebbe essere archiviata per difetto di giurisdizione |
| Identità proprietari | L’inattività di un wallet non implica che il titolare sia irrintracciabile | Impossibile provare abbandono senza identificare il proprietario |
Perché è Importante: i Wallet di Satoshi sul Banco degli Imputati
Il caso acquisisce rilevanza eccezionale perché tra i 39.069 indirizzi figurano wallet comunemente associati a Satoshi Nakamoto, che non si muovono dal 2009-2010. Secondo TFTC, Cohen ha esplicitamente argomentato che l’inattività di questi address non costituisce prova giuridica di abbandono.
La questione tocca un principio fondamentale del protocollo Bitcoin: chiunque possieda la chiave privata (private key) di un indirizzo ne è il legittimo proprietario, indipendentemente da quanto tempo i fondi restino fermi. Applicare le leggi sull’unclaimed property significherebbe minare questo principio alla radice.
Come riporta la redazione di BitcoinLive24, episodi analoghi di dispute legali su grandi quantità di BTC hanno storicamente generato incertezza sui mercati prima delle udienze chiave. Per contesti simili, leggi anche la nostra analisi sulla causa Satoshi da $238 miliardi.
Il Precedente Legale: Unclaimed Property e Cripto
Le leggi statali sugli “unclaimed property” nascono per proteggere i consumatori che perdono l’accesso a conti bancari, assegni non incassati o depositi cauzionali. Applicarle a Bitcoin solleva problemi tecnici e giuridici irrisolti:
- Come dimostrare che il proprietario non abbia più accesso alla chiave privata?
- Chi avrebbe la custodia fisica dei BTC una volta assegnati allo Stato?
- Le leggi statali possono prevalere sulla natura transfrontaliera del protocollo?
Nessuno Stato americano ha ancora stabilito un precedente definitivo in materia. La causa newyorchese potrebbe diventare il primo test giudiziario su scala nazionale per questo tipo di rivendicazione, con implicazioni per tutti i possessori di wallet Bitcoin inattivi. Per approfondire il quadro normativo USA, consulta le nostre ultime analisi di geopolitica crypto.
Cosa Aspettarsi: Udienza del 14 Luglio 2026
L’udienza del 14 luglio 2026 deciderà se la sospensione cautelare resterà in vigore o se la causa proseguirà nel merito. Tre scenari possibili:
- Sospensione confermata: la causa viene bloccata, lo status quo sui Bitcoin rimane invariato.
- Revoca della sospensione: il procedimento va avanti, aumenta l’incertezza legale attorno ai wallet inattivi.
- Archiviazione per difetto di giurisdizione: il giudice dichiara New York incompetente, caso chiuso a breve termine.
Il mercato crypto guarda con attenzione: una decisione sfavorevole potrebbe innescare pressioni politiche e normative su altri Stati. Segui gli aggiornamenti in tempo reale sull’app BitcoinLive24 — scaricala gratuitamente per ricevere push notification immediate su questo e altri sviluppi legali.
FAQ — Domande Frequenti
Cosa sono i Bitcoin “abbandonati” secondo la legge di New York?
Sono Bitcoin su indirizzi inattivi da un certo numero di anni, che la legge statale sugli unclaimed property potrebbe qualificare come beni abbandonati, trasferibili alla custodia dello Stato. Tuttavia, nessuna corte ha ancora applicato questa norma alle criptovalute.
I wallet di Satoshi Nakamoto potrebbero davvero essere confiscati?
No, non nel breve termine: la sospensione cautelare è attualmente in vigore. Cohen ha argomentato che l’inattività non implica abbandono giuridico. Il risultato dipenderà dall’udienza del 14 luglio 2026.
Quanti Bitcoin sono coinvolti e qual è il loro valore?
La causa riguarda 3,8 milioni di BTC distribuiti su 39.069 indirizzi, pari a circa il 18% dell’offerta circolante. Al prezzo di mercato attuale, il valore supera i 240 miliardi di dollari.
Questo caso potrebbe creare un precedente per altri Stati?
Sì. Se New York ottenesse una sentenza favorevole, altri Stati potrebbero seguire con cause simili, introducendo un rischio normativo sistemico per i possessori di Bitcoin inattivi.
Come posso seguire gli aggiornamenti sull’udienza del 14 luglio?
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