A distanza di pochi mesi dall’entrata in vigore del MiCA (Markets in Crypto-Assets Regulation), l’Unione Europea sta già pensando a una sua evoluzione. Il 15 aprile 2026, a margine della Paris Blockchain Week, un consigliere della Commissione Europea ha dichiarato che una revisione del regolamento — chiamata “MiCA 2” — è da considerarsi probabile. Nella stessa giornata, dall’altra parte della Manica, la Financial Conduct Authority (FCA) britannica ha avviato una consultazione pubblica per definire le linee guida del futuro regime crypto nel Regno Unito, atteso per ottobre 2027. Due segnali chiari: la regolamentazione delle criptovalute in Europa è ancora in piena evoluzione, e Bitcoin si trova al centro di questo processo.
MiCA 2: perché l’UE sta già pensando a una revisione
Peter Kerstens, consigliere della Commissione Europea per l’innovazione tecnologica e la cybersecurity, ha parlato esplicitamente di una possibile revisione del MiCA durante la Paris Blockchain Week 2026. La legislazione finanziaria europea “tipicamente evolve per fasi”, ha spiegato Kerstens, aggiungendo che sarebbe “piuttosto insolito” se un framework di questa portata non subisse una revisione nel tempo.
Il MiCA stesso contiene già una clausola di revisione: la Commissione è tenuta a presentare un rapporto sulla sua applicazione entro il 30 giugno 2027 e può accompagnarlo con proposte legislative. Questo significa che un “MiCA 2” potrebbe materializzarsi già entro il 2028.
Le motivazioni sono chiare: il mercato crypto si è evoluto ben oltre le condizioni che il MiCA originale era stato pensato per regolamentare. Nuovi strumenti finanziari, DeFi (finanza decentralizzata), Bitcoin ETF e la tokenizzazione degli asset reali (RWA) rappresentano sfide che il testo attuale non affronta in modo esaustivo.
Cosa prevede l’attuale MiCA per Bitcoin
Il MiCA attuale non disciplina direttamente Bitcoin come asset: le norme si applicano principalmente agli emittenti di token, alle stablecoin (chiamate “asset-referenced token” o “e-money token”) e ai fornitori di servizi su cripto-attività (CASP). Bitcoin, in quanto valuta decentralizzata senza emittente, ricade in una categoria separata.
Tuttavia, tutti gli exchange e i custodi che offrono servizi su Bitcoin nell’Unione Europea devono già rispettare le norme MiCA. In Italia, ad esempio, gli operatori crypto devono registrarsi all’OAM (Organismo Agenti e Mediatori) e rispettare i requisiti antiriciclaggio previsti dal quadro regolatorio europeo.
| Aspetto | MiCA attuale | Possibile MiCA 2 |
|---|---|---|
| Bitcoin come asset | Non disciplinato direttamente | Potenziale inclusione nei framework DeFi |
| Exchange centralizzati | Autorizzazione CASP obbligatoria | Standard più stringenti |
| DeFi (protocolli decentralizzati) | Escluso | Possibile regolamentazione parziale |
| Stablecoin | Regolamentazione completa | Revisione limiti emissione |
| Bitcoin ETF e ETP | Gestiti separatamente (UCITS/AIFMD) | Framework dedicato probabile |
| Entrata in vigore | Dicembre 2024 | Stimata 2028-2029 |
Il Regno Unito accelera: la consultazione FCA aperta fino al 3 giugno 2026
Parallelamente all’UE, il Regno Unito sta costruendo il proprio regime crypto indipendente. Il 15 aprile 2026, la Financial Conduct Authority (FCA) ha pubblicato una consultazione ufficiale sulle linee guida per il futuro quadro normativo crypto britannico, con la finestra di feedback aperta fino al 3 giugno 2026.
- Emissione di stablecoin: requisiti di riserva e governance
- Trading di cripto-attività: obblighi per le piattaforme
- Custodia: standard di sicurezza per i custodi istituzionali
- Staking: classificazione e obblighi di disclosure
“Vogliamo sviluppare un settore crypto competitivo e sostenibile in cui i consumatori britannici siano serviti da imprese autorizzate”, ha dichiarato l’FCA nel comunicato. Il regime completo è atteso per il 25 ottobre 2027.
Attualmente, la crypto nel Regno Unito è regolata solo parzialmente, principalmente per quanto riguarda le promozioni finanziarie e le norme antiriciclaggio. Con la Brexit, il paese ha scelto di non adottare il MiCA europeo, puntando su un framework autonomo che tenga conto delle specificità del mercato britannico.
Cosa cambia per gli investitori italiani e europei
Per un investitore italiano, le implicazioni pratiche di questi sviluppi sono dirette. Nell’immediato, il MiCA in vigore garantisce già tutele concrete: i fornitori di servizi crypto devono essere autorizzati, devono mantenere riserve adeguate per le stablecoin e sono soggetti a requisiti di trasparenza.
- Una regolamentazione più chiara per i Bitcoin ETP (exchange-traded products), già presenti in Europa ma senza un quadro dedicato
- Possibili norme sulla DeFi che potrebbero influenzare l’accesso a protocolli decentralizzati
- Standard più elevati per la custodia istituzionale di Bitcoin
- Obblighi rafforzati sulla privacy e la sicurezza dei wallet
Secondo i dati della Commissione Europea, nell’UE sono attualmente registrati oltre 400 fornitori di servizi crypto autorizzati sotto il regime MiCA transitorio. Una revisione del framework potrebbe portare a una ulteriore concentrazione del mercato, con operatori più grandi capaci di sostenere i costi di compliance.
Il contesto globale: USA, UK e UE in competizione regolatoria
Il dibattito europeo si inserisce in un contesto di competizione regolatoria globale. Mentre l’UE consolida il MiCA e studia un’evoluzione, gli Stati Uniti stanno ancora definendo il loro quadro normativo: il PARITY Act per le tasse sulle crypto e le riforme alla SEC sono temi caldi nel Congresso americano del 2026.
Il Regno Unito, con il suo approccio pragmatico post-Brexit, punta a posizionarsi come hub crypto europeo alternativo a Bruxelles. La FCA ha già autorizzato numerosi exchange e punta ad attrarre operatori che trovano il MiCA troppo oneroso.
Per Bitcoin, questa competizione regolatoria è una notizia relativamente positiva: più giurisdizioni che si competono per attrarre business crypto significa standard più alti ma anche maggiore legittimazione istituzionale dell’asset. Come abbiamo riportato su BitcoinLive24, la direzione globale è verso la normalizzazione, non verso il divieto.
Le tempistiche: un calendario di riferimento
- 3 giugno 2026: chiusura consultazione FCA britannica
- 30 giugno 2027: scadenza per il rapporto di revisione MiCA della Commissione UE
- 25 ottobre 2027: entrata in vigore prevista del regime crypto britannico completo
- 2028-2029: finestra probabile per eventuali proposte legislative MiCA 2
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Conclusione: la regolamentazione è un processo, non un evento
Il messaggio che emerge dalle dichiarazioni di Kerstens a Parigi e dalla consultazione FCA è lo stesso: la regolamentazione crypto non è un traguardo, ma un processo continuo. Il MiCA ha rappresentato un primo passo fondamentale, ma il mercato si è già evoluto oltre quel perimetro.
Per Bitcoin, questo scenario è tutto sommato favorevole. Un framework regolatorio chiaro e stabile — anche se in evoluzione — è preferibile all’incertezza che ha caratterizzato gli anni precedenti. Investitori istituzionali, exchange e utenti retail beneficiano tutti di regole del gioco definite. La sfida per i legislatori europei sarà trovare un equilibrio tra protezione dei consumatori e spazio per l’innovazione, senza soffocare un settore che rappresenta già centinaia di miliardi di euro di capitalizzazione nell’area euro.
Domande Frequenti su MiCA 2 e Regolamentazione Crypto
Che cos’è il MiCA 2?
“MiCA 2” è il termine informale per una possibile revisione del regolamento europeo Markets in Crypto-Assets. Non è ancora una proposta formale, ma la Commissione UE è tenuta a valutare il MiCA entro il 2027 e può proporre modifiche legislative.
Il MiCA si applica ai possessori di Bitcoin?
Il MiCA si applica principalmente agli operatori di servizi crypto (exchange, custodi, emittenti di stablecoin), non direttamente ai possessori privati di Bitcoin. Gli obblighi per i cittadini derivano dalle leggi fiscali e antiriciclaggio nazionali.
Cosa cambia con il nuovo regime crypto del Regno Unito?
Il regime FCA britannico, atteso per ottobre 2027, introdurrà l’obbligo di autorizzazione per exchange, custodi e piattaforme di trading che operano nel mercato UK. Chi usa exchange basati nel Regno Unito sarà indirettamente protetto da questi standard.
Perché l’UE parla già di MiCA 2 se il MiCA è appena entrato in vigore?
Il mercato crypto si è evoluto rapidamente: DeFi, Bitcoin ETF, tokenizzazione di asset reali sono fenomeni che il MiCA non disciplina in modo esaustivo. La Commissione UE ha già previsto nel testo originale una clausola di revisione obbligatoria entro il 2027.
Dove posso seguire gli aggiornamenti sulla regolamentazione Bitcoin in Europa?
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Fonte: CoinTelegraph — EU adviser says MiCA 2 is likely as crypto market matures: PBW 2026 | CoinTelegraph — UK FCA seeks feedback on guidance for crypto rules ahead of 2027 rollout
