Bitcoin Soppresso come l’Oro negli Anni ’70: Luke Gromen Spiega Perché Non Può Durare

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Bitcoin Soppresso come l’Oro negli Anni ’70: Luke Gromen Spiega Perché Non Può Durare

Il macroeconomista Luke Gromen (Forest for the Trees, newsletter di analisi macro indipendente con oltre 25 anni di attività) ha sollevato il 6 giugno 2026 una tesi che sta circolando tra gli analisti di tutto il mondo: la stagnazione del prezzo di Bitcoin non riflette debolezza fondamentale, ma ricorda da vicino la soppressione sistematica del prezzo dell’oro avvenuta tra la fine degli anni ’70 e il sistema dei derivati cartacei. Intervistato da Nathalie Brunell il 6 giugno 2026, Gromen ha affermato che questo pattern — storicamente — non è mai durato a lungo.

Cosa Ha Detto Luke Gromen su Bitcoin

Luke Gromen, analista macro seguito da fondi istituzionali e gestori di portafoglio di lungo corso, ha tracciato un parallelismo preciso tra la situazione attuale di Bitcoin e quella dell’oro nelle decadi successive alla chiusura della convertibilità dollaro-oro del 1971 (Nixon Shock).

Secondo Gromen, nel mercato dell’oro si sviluppò un sistema di strumenti cartacei — futures, contratti forward, ETF non garantiti da metallo fisico — che permisero a grandi attori finanziari di assorbire la domanda reale di oro fisico senza che questa si traducesse in un rialzo del prezzo sul mercato spot. La domanda veniva “sterilizzata” attraverso l’emissione di esposizione cartacea.

Gromen sostiene che oggi qualcosa di analogo stia accadendo con Bitcoin: una combinazione di prodotti derivati, ETF con strutture opache e strumenti di lending istituzionale potrebbe assorbire la pressione d’acquisto sul mercato spot, mantenendo il prezzo artificialmente basso rispetto ai fondamentali on-chain.

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«Ho solo “nibbled” (acquistato marginalmente) un po’, non ho ricostruito la mia posizione in modo significativo» — Luke Gromen, intervista con Nathalie Brunell, 6 giugno 2026

Il Contesto Macro: Perché Questa Tesi Conta

La tesi di Gromen si inserisce in un momento delicato per i mercati globali. Bitcoin si trova intorno ai $60.000 al momento della stesura di questo articolo, in calo del 14% nelle ultime quattro settimane, mentre i fondamentali del protocollo — hashrate ai massimi storici, indirizzi attivi stabili, riserve di scambio in calo — dipingono un quadro strutturale positivo.

Questo disallineamento tra fondamentali on-chain e prezzo di mercato è esattamente il tipo di anomalia che Gromen identifica come segnale di soppressione artificiale. Forest for the Trees, la newsletter macro di Gromen, aveva già previsto un ciclo di stress sul debito USA in grado di scatenare un rialzo sia dell’oro che di Bitcoin.

La Banca del Giappone (BoJ) è attesa a una decisione sui tassi il 16 giugno 2026: come analizzato da BitcoinLive24, un rialzo dei tassi giapponesi potrebbe innescare un movimento brusco sui mercati globali attraverso il meccanismo del carry trade.

Le Conseguenze per Bitcoin: Tre Scenari

Il meccanismo che Gromen descrive ha implicazioni concrete per chi detiene o studia Bitcoin. Se la domanda reale viene assorbita da strumenti cartacei, il prezzo spot rimane artificialmente compresso — ma quando il sistema di carta si inceppa (come avvenne con l’oro nel decennio 2000-2010, quando il prezzo passò da $250 a $1.900), la correzione tende ad essere brusca e rapida.

ScenarioProbabilità (Gromen implicita)CatalizzatoreImpatto Bitcoin
Soppressione prolungata25%Domanda istituzionale resta cartacea; nessuna crisi di liquiditàBTC stagnante $55K–$70K per 12–18 mesi
Rottura del pattern (scenario oro 2000-2010)50%Crisi del debito USA, BoJ rialzo brusco, corsa agli sportelli su ETF cartaceiRialzo strutturale a >$120K entro 2027
Capitolazione miner + effetto panico25%Margini miner sotto zero, hash ribbon capitulation, vendite forzateDiscesa temporanea verso $45K–$50K prima della risalita

Nota editoriale: le probabilità indicate nella tabella rappresentano un’elaborazione editoriale basata sull’analisi di Gromen — non costituiscono indicazioni di investimento né previsioni certe. Non investire sulla base di questo articolo.

Oro vs Bitcoin: il Confronto Storico

Il parallelo storico che Gromen traccia con l’oro è documentabile. Dopo il Nixon Shock del 1971, l’oro era tenuto artificialmente basso da accordi bilaterali e strumenti cartacei fino alla fine degli anni ’70, quando la crisi inflazionistica USA ruppe il sistema: tra il 1971 e il 1980, il prezzo dell’oro passò da $35 a $850 l’oncia, un rialzo del 2.329%.

La storia si ripeté nel 2000-2011: l’oro passò da circa $250 a $1.900 (+660%) mentre il debito USA accelerava post-dot-com bubble e post-2008.

PeriodoAssetEvento catalizzatorePerformance
1971–1980OroNixon Shock, inflazione USA, crollo Bretton Woods$35 → $850 (+2.329%)
2000–2011OroDot-com crash, crisi subprime, QE1/QE2/QE3$250 → $1.900 (+660%)
2012–2017BitcoinAdozione early adopters, Mt.Gox, prime borse regolamentate$10 → $20.000 (+200.000%)
2020–2021BitcoinQE pandemico, Halving 2020, istituzionali (MicroStrategy, Tesla)$5.000 → $69.000 (+1.280%)

Le Reazioni della Community e degli Analisti

I futures CME su Bitcoin (Chicago Mercantile Exchange, la principale borsa derivati USA) gestiscono oltre $5 miliardi di open interest alla data di stesura: una dimensione istituzionale che alcuni analisti citano a favore della trasparenza del mercato. Chi è scettico sulla tesi di Gromen fa notare che questo mercato è regolamentato e pubblico, diversamente dagli accordi informali sull’oro del dopoguerra.

D’altro canto, CZ (Changpeng Zhao, fondatore di Binance), intervistato separatamente in questi giorni, ha respinto le narrative di “obituary” per Bitcoin, sostenendo che le basi strutturali del protocollo non sono mai state più forti. BlackRock ha recentemente pubblicato un whitepaper che, pur segnalando il rischio quantistico, definisce il problema “gestibile” con aggiornamenti di protocollo programmati.

La posizione di Gromen rimane comunque una delle analisi macro più articolate sul perché il prezzo corrente di Bitcoin potrebbe essere strutturalmente sottovalutato — e perché questo squilibrio non possa durare indefinitamente.

Prospettive: Cosa Osservare nei Prossimi Mesi

Secondo il framework di Gromen, i segnali da monitorare sono essenzialmente due: la decisione della Banca del Giappone sui tassi del 16 giugno 2026 (con impatto potenziale sul carry trade yen-dollaro da oltre $4.000 miliardi) e la velocità di riduzione delle riserve di Bitcoin sugli exchange (un indicatore di quanto la domanda reale stia migrando verso il self-custody rispetto agli strumenti cartacei).

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FAQ

Cos’è la “soppressione del prezzo” di Bitcoin secondo Gromen?

Secondo Luke Gromen, la soppressione è il fenomeno per cui la domanda reale di Bitcoin viene assorbita da strumenti cartacei (derivati, ETF senza custodia fisica, prodotti di lending) invece di tradursi in acquisti sul mercato spot, mantenendo il prezzo artificialmente basso rispetto ai fondamentali.

Come si è comportato l’oro quando la soppressione è finita?

Storicamente, la fine della soppressione dell’oro ha prodotto rialzi violenti: da $35 a $850 tra il 1971 e il 1980 (+2.329%) e da $250 a $1.900 tra il 2000 e il 2011 (+660%). Gromen suggerisce che Bitcoin potrebbe seguire un percorso simile una volta esauritosi il meccanismo di assorbimento cartaceo.

Gromen ha comprato Bitcoin dopo questa analisi?

No, non in modo significativo. Nell’intervista del 6 giugno 2026, Gromen ha dichiarato di aver solo «nibbled» (acquistato marginalmente), senza ricostruire la posizione che aveva precedentemente ridotto. La sua analisi è macro-strutturale, non un segnale di timing di breve periodo.

Cosa distingue la situazione di Bitcoin da quella dell’oro negli anni ’70?

Il mercato dei derivati Bitcoin — in particolare i futures CME — è regolamentato e trasparente, diversamente dagli accordi informali e dai mercati over-the-counter sull’oro del dopoguerra. Tuttavia, Gromen sostiene che la funzione economica di assorbimento della domanda rimane analoga, indipendentemente dalla struttura formale degli strumenti.

Bitcoin è legale in Italia?

Sì. In Italia e nell’Unione Europea, Bitcoin è un asset legale soggetto al quadro regolatorio MiCA (Markets in Crypto-Assets Regulation), pienamente in vigore dal 30 dicembre 2024. I guadagni in criptovalute sono tassati secondo le normative fiscali italiane vigenti.

Trevis

Autore di BitcoinLive24

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