Iran e Bitcoin: l’IRGC Incassa fino a $800 Milioni al Mese dallo Stretto di Hormuz

Mappa globale dei mercati finanziari con focus sulla riforma crypto in Giappone

L’Iran usa Bitcoin e asset digitali per monetizzare il controllo militare sullo Stretto di Hormuz, il corridoio energetico attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale. Secondo stime di TRM Labs (società di analisi blockchain), la Guardia Rivoluzionaria Islamica (IRGC) sta incassando fino a $800 milioni al mese in pedaggi imposti alle petroliere in transito — in yuan o in valute digitali. Il 25 giugno 2026 l’escalation è proseguita con l’attacco a un cargo in acque omanite, nonostante un cessate il fuoco firmato appena otto giorni prima.

Il Schema del Pedaggio: $1 al Barile, $2 Milioni a Petroliera

Lo schema è operativo dal metà marzo 2026, con ratifica formale del Parlamento iraniano il 30-31 marzo. La logica è semplice: ogni petroliera che transita attraverso lo Stretto di Hormuz paga circa $1 per barile di carico. Con navi che trasportano fino a 2 milioni di barili, il costo per singola traversata può raggiungere i $2 milioni.

L’IRGC ha creato un ente apposito, la PGSA (Persian Gulf Strait Authority), deputato alla riscossione. I pagamenti vengono accettati in yuan o tramite intermediari digitali collegati all’IRGC — la menzione di Bitcoin è esplicita: un funzionario iraniano ha dichiarato al Financial Times che i pagamenti in BTC sono preferiti «perché non possono essere tracciati né confiscati tramite sanzioni».

TRM Labs stima che il solo traffico di petroliere generi circa $20 milioni al giorno. Estendendo il calcolo alle navi LNG e al traffico merci, il volume mensile sale a una forchetta tra $600 e $800 milioni.

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OFAC Risponde: Sanzioni su PGSA e Quattro Exchange Crypto Iraniani

Il Dipartimento del Tesoro USA (OFAC) ha reagito con un’escalation regolamentare in tre fasi. Il 1° maggio 2026, un avviso formale ha ribadito che i pagamenti dei pedaggi violano le sanzioni americane indipendentemente dalla valuta usata — yuan, dollaro, Bitcoin o qualsiasi altro asset.

Il 27 maggio, OFAC ha designato la PGSA come entità sanzionata sotto le autorità antiterrorismo. Il 2 giugno, quattro exchange crypto iraniani sono stati inseriti nella lista SDN (Specially Designated Nationals) sotto gli Executive Order 13224 e 13902:

  • Nobitex — il più grande exchange crypto iraniano (oltre il 50% degli inflow digitali iraniani nel 2025); CEO: Seyed Ali Khoee, Chairman: Amir Hossein Rad
  • Wallex
  • Bitpin
  • Ramzinex

In parallelo, Tether ha congelato $344 milioni in USDT collegati a wallet della Banca Centrale iraniana — un’azione coordinata con OFAC che dimostra la crescente collaborazione tra emittenti di stablecoin e autorità regolatorie occidentali.

Il Paradosso: Perché Bitcoin è Difficile da Sequestrare

L’episodio mette in luce una tensione strutturale che BitcoinLive24 ha già analizzato: OFAC può designare exchange e wallet, ma non può confiscare Bitcoin in self-custody. Il protocollo Bitcoin non distingue tra transazioni “sanzionate” e non — è una rete neutrale che processa qualsiasi transazione valida sul piano crittografico.

Tether, in quanto emittente centralizzato di USDT, può e ha congelato fondi su segnalazione delle autorità. Bitcoin, in quanto sistema decentralizzato senza emittente, non offre questa leva. Questa distinzione — apparentemente tecnica — è diventata un fattore geopolitico: Iran, Russia e altri attori sanzionati preferiscono Bitcoin proprio per la sua resistenza alla censura istituzionale.

StrumentoCongelabile da OFAC?Note
USDT (Tether)Tether ha cooperato: $344M congelati
Bitcoin (self-custody)NoIl protocollo è neutrale per design
Yuan fisicoNo (giurisdizione)Fuori dalla portata USA
Exchange iranianiSì (SDN list)Nobitex, Wallex, Bitpin, Ramzinex designati

L’Attacco del 25 Giugno e il Cessate il Fuoco Violato

La mattina del 25 giugno 2026 alle circa 14:10 UTC, un cargo è stato colpito sul lato di dritta a 7,5 miglia nautiche a sud-est del porto di Dahit (Oman). Il ponte di comando ha riportato danni; nessuna vittima né impatto ambientale. L’attribuzione all’IRGC arriva da fonti USA citate da Jerusalem Post e Wall Street Journal, ma né il CENTCOM né il Dipartimento di Stato hanno confermato ufficialmente.

L’attacco è avvenuto otto giorni dopo la firma di un memorandum d’intesa per il cessate il fuoco con la mediazione ONU, che avrebbe dovuto sospendere le operazioni militari nello stretto. La ripresa delle ostilità segnala che il regime dei pedaggi — e la relativa infrastruttura crypto — è un interesse strategico che Teheran non intende abbandonare.

Implicazioni per gli Investitori Bitcoin

L’uso geopolitico di Bitcoin da parte dell’Iran produce effetti che si propagano al mercato. Sul lato normativo, ogni incidente simile alimenta le pressioni regolatorie globali — le stesse che hanno portato, ad esempio, al dibattito sul CLARITY Act negli USA (approfondimento su BitcoinLive24).

Sul lato tecnico, la vicenda conferma due proprietà di Bitcoin spesso discusse in astratto ma raramente verificate in scenari reali: la resistenza alla censura e la non-sequestrabilità in self-custody. Che queste proprietà vengano sfruttate da attori illeciti o da dissidenti in regimi autoritari dipende dal contesto — il protocollo in sé rimane neutrale.

Come già riportato da BitcoinLive24 nell’analisi sul voto del Senato USA sull’Iran, la correlazione tra escalation geopolitica mediorientale e volatilità del prezzo BTC è diventata una variabile da monitorare per chiunque abbia esposizione al settore.

Conclusione: Hormuz Diventa un Banco di Prova per Bitcoin

Lo Stretto di Hormuz è diventato, involontariamente, uno dei banchi di prova più concreti delle proprietà di Bitcoin come rete di pagamento resistente alla censura. OFAC sta stringendo i confini dell’ecosistema crypto attorno all’Iran — exchange sanzionati, stablecoin congelate — ma non riesce ad arrivare al layer base del protocollo Bitcoin. Il risultato è un ecosistema a due velocità: i servizi centralizzati (exchange, stablecoin) cedono alle pressioni istituzionali; il layer on-chain rimane impermeabile.

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FAQ — Iran, Bitcoin e le Sanzioni OFAC

Quanto guadagna l’Iran dai pedaggi sullo Stretto di Hormuz in Bitcoin?

Secondo TRM Labs, l’IRGC incassa circa $20 milioni al giorno dalle sole petroliere, per un totale stimato tra $600 e $800 milioni al mese includendo navi LNG e cargo. I pagamenti avvengono in yuan o asset digitali, incluso Bitcoin.

Cos’è la PGSA e perché è stata sanzionata?

La Persian Gulf Strait Authority (PGSA) è un ente creato dall’IRGC per gestire la riscossione dei pedaggi sullo Stretto di Hormuz. OFAC l’ha designata entità sanzionata il 27 maggio 2026 sotto le autorità antiterrorismo USA.

Perché OFAC non può bloccare i Bitcoin dell’Iran?

Bitcoin in self-custody non ha un emittente centrale che possa congelare i fondi su ordine istituzionale. A differenza di Tether (che ha bloccato $344 milioni di USDT), il protocollo Bitcoin processa qualsiasi transazione crittograficamente valida, indipendentemente dall’identità del mittente.

Cos’è Nobitex e perché è stato sanzionato?

Nobitex è il principale exchange crypto iraniano, con oltre il 50% degli inflow digitali iraniani nel 2025. OFAC l’ha inserito nella SDN list il 2 giugno 2026, insieme a Wallex, Bitpin e Ramzinex, per il loro ruolo nell’infrastruttura di pagamento dell’IRGC.

L’attacco del 25 giugno viola il cessate il fuoco?

Sì. L’Iran ha firmato un memorandum d’intesa per la tregua il 17 giugno 2026 con mediazione ONU. L’attacco al cargo in acque omanite è avvenuto otto giorni dopo, rompendo formalmente gli impegni presi.

Disclaimer: Questo articolo è pubblicato a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria. Le informazioni sui movimenti di mercato si riferiscono al momento della stesura e possono variare. Per decisioni di investimento consultare un consulente qualificato.

Trevis

Autore di BitcoinLive24

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