Bitcoin è diventato un’arma geopolitica nelle mani di molteplici avversari degli Stati Uniti, secondo il rappresentante repubblicano texano Lance Gooden. In dichiarazioni rilasciate il 1° maggio 2026, il congressman ha affermato che Iran, Cina e Corea del Nord stanno tutti usando o accumulando Bitcoin per scopi strategici — mentre il Dipartimento della Difesa (DoD) americano ha già una presenza attiva sulla rete della principale criptovaluta. È il segnale più netto finora di quanto Bitcoin sia entrato nei tavoli dell’alta strategia globale.
Il Congresso USA Ridefinisce Bitcoin: da Asset Speculativo ad Arma di Stato
Lance Gooden ha sintetizzato la sua posizione con una frase destinata a fare storia: “Negli ultimi dieci anni, Bitcoin si è evoluto da asset di nicchia a questione di sicurezza nazionale.” Le sue osservazioni non arrivano nel vuoto: seguono settimane di audizioni nelle commissioni difesa del Senato dove Bitcoin è comparso accanto a droni, intelligenza artificiale e proiezione di potere navale.
Per BitcoinLive24, il cambiamento di linguaggio è rilevante: non è più il Tesoro a parlare di Bitcoin come riserva di valore, ma le Forze Armate che ne discutono in termini di vantaggio asimmetrico e deterrenza economica. Una distinzione che cambia il quadro di analisi per chiunque segua l’ecosistema Bitcoin.
Il Pentagono Conferma: Forze Armate USA Sul Network Bitcoin
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth, citato direttamente da Gooden, ha confermato che il DoD è attivamente coinvolto con Bitcoin — in attività classificate sia di “abilitazione” che di “contrasto”. Le parole precise: “Sono da tempo appassionato del potenziale di Bitcoin e cripto, e molte delle cose che stiamo facendo, abilitarle o sconfiggerle, sono sforzi classificati in corso.”
Ancora più esplicito è stato l’ammiraglio Samuel Paparo, comandante del Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti, durante una testimonianza al Senato: “Abbiamo un nodo sulla rete Bitcoin in questo momento. Bitcoin ha implicazioni dirette per la proiezione di potere.” Si tratta della prima conferma pubblica di un nodo militare USA attivo sulla blockchain di Bitcoin.
Iran, Nord Corea e Cina: I Tre Fronti della Guerra Geopolitica Bitcoin
Gooden ha delineato tre scenari distinti in cui avversari degli USA stanno già utilizzando o accumulando Bitcoin come strumento strategico:
- Iran: starebbe richiedendo Bitcoin come pedaggio per il transito nello Stretto di Hormuz, rotta attraverso cui passa circa il 20% del petrolio mondiale.
- Corea del Nord: gli hacker collegati a Pyongyang usano Bitcoin come canale di monetizzazione in campagne ransomware. Nel solo 2026, secondo TRM Labs, la Corea del Nord ha sottratto il 76% di tutti i fondi crypto rubati a livello globale.
- Cina: Pechino sarebbe impegnata nell’accumulo sistematico di Bitcoin come parte di una strategia di riserva di lungo periodo, in parallelo alle sue riserve auree.
| Attore | Uso di Bitcoin | BTC Stimati | Fonte |
|---|---|---|---|
| Cina | Riserva strategica | ~194.000 BTC | Bitcoin Policy Institute |
| USA (governo) | Riserva strategica | ~198.000 BTC | Bitcoin Policy Institute |
| Iran | Pedaggio marittimo (Hormuz) | N/D | Rep. Gooden / TFTC |
| Corea del Nord | Ransomware / elusione sanzioni | N/D | TRM Labs 2026 |
USA e Cina Quasi Alla Pari: 198.000 BTC contro 194.000 BTC
Secondo le stime del Bitcoin Policy Institute (BPI), la Cina detiene circa 194.000 BTC come riserva strategica, mentre gli Stati Uniti ne controllano circa 198.000 BTC — principalmente sequestri da attività illecite confluiti nella Strategic Bitcoin Reserve annunciata dall’amministrazione Trump nel 2025. La parità quasi perfetta tra i due blocchi rende ancora più critica la corsa agli accumuli che diversi stati sovrani stanno conducendo in silenzio.
Non è la prima volta che le banche centrali si avvicinano a Bitcoin con un approccio pragmatico: come abbiamo analizzato nel caso della Banca Nazionale Ceca e le sue riserve Bitcoin, anche istituti tradizionali iniziano a valutarne il ruolo come asset di diversificazione. Ma la dinamica sovrana-militare descritta da Gooden va ben oltre: qui il Bitcoin diventa variabile operativa nei calcoli di sicurezza nazionale.
Implicazioni per il Mercato: Domanda Sovrana e Prezzo di Bitcoin
Al momento della stesura, BTC quota circa 76.384$, con un guadagno dell’1% nelle ultime 24 ore dopo aver testato il supporto a 75.000$ nella sessione precedente. Tuttavia, il dato di prezzo è il meno interessante da leggere nel contesto geopolitico: la domanda sovrana è strutturalmente anelastica — i governi non vendono le riserve per profitti a breve termine.
Questo introduce un acquirente che non risponde ai cicli di sentiment retail e che riduce l’offerta circolante effettiva. Per un approfondimento sulle ultime analisi geopolitiche Bitcoin, segui la sezione dedicata su BitcoinLive24. Scarica anche l’app BitcoinLive24 per ricevere notifiche in tempo reale su questi sviluppi.
Conclusione: Bitcoin Come Scacchiera della Nuova Guerra Fredda
Le dichiarazioni di Gooden segnano un punto di non ritorno nel dibattito politico americano su Bitcoin. Non si tratta più di decidere se regolamentarlo come strumento finanziario, ma di gestirlo come variabile della sicurezza nazionale. Il fatto che avversari geopolitici lo stiano già facendo — chi accumulando riserve, chi usandolo come mezzo di pagamento fuori dal sistema SWIFT, chi come vettore di attacchi informatici — accelera la pressione sull’amministrazione americana a elaborare una strategia coordinata.
Per gli appassionati e gli investitori italiani, questo scenario offre una chiave di lettura supplementare al semplice prezzo: la domanda sovrana non è governata dai cicli di sentiment retail, ma da calcoli di lungo periodo che tendono a sostenere Bitcoin nei momenti di debolezza tattica.
FAQ — Bitcoin e Geopolitica
Perché il Congresso USA definisce Bitcoin un’arma geopolitica?
Il rappresentante Lance Gooden ha usato questa definizione dopo che il Pentagono ha confermato di avere un nodo attivo sulla rete Bitcoin e di svolgere attività classificate. Iran, Cina e Corea del Nord stanno usando o accumulando Bitcoin per scopi strategici al di fuori del sistema finanziario tradizionale.
Quanti Bitcoin detiene il governo degli Stati Uniti?
Secondo il Bitcoin Policy Institute, gli USA controllano circa 198.000 BTC, principalmente sequestri da attività illecite confluiti nella Strategic Bitcoin Reserve. La Cina ne detiene circa 194.000 BTC come riserva strategica.
Come usa Bitcoin l’Iran secondo il Congresso USA?
Rep. Gooden ha affermato che l’Iran starebbe richiedendo Bitcoin come pedaggio per il transito nello Stretto di Hormuz, una delle rotte marittime più strategiche per il trasporto globale di petrolio.
Il Dipartimento della Difesa USA ha una presenza sulla blockchain Bitcoin?
Sì. L’ammiraglio Samuel Paparo ha dichiarato al Senato: “Abbiamo un nodo sulla rete Bitcoin in questo momento.” Il segretario Hegseth ha confermato l’esistenza di attività classificate legate a Bitcoin sia di abilitazione che di contrasto.
Come influisce la domanda sovrana sul prezzo di Bitcoin?
La domanda sovrana è strutturalmente anelastica: i governi non vendono le riserve per profitti a breve termine. Questo riduce l’offerta circolante effettiva e tende a sostenere il prezzo nei momenti di debolezza tattica, indipendentemente dal sentiment retail.
Fonte: NewsBTC — US Rep. Calls Bitcoin A ‘Geopolitical Weapon Used By Multiple Adversaries’
