Franklin Templeton: la Blockchain Minaccia i Profitti di Wall Street, non la Tecnologia

Jenny Johnson CEO Franklin Templeton parla di Bitcoin blockchain e Wall Street fee machine

Franklin Templeton: la Blockchain Costa Meno, Wall Street Non Vuole Sentirlo

Franklin Templeton (gestore patrimoniale americano con 1.740 miliardi di dollari in asset under management) ha lanciato un’accusa diretta al cuore del sistema finanziario tradizionale: la resistenza di Wall Street alla blockchain pubblica non è tecnologica, è economica. A sostenerlo è la CEO Jenny Johnson, che ha rilasciato un’analisi approfondita a Bitcoin Magazine nel giugno 2026, affermando che le banche e le istituzioni finanziarie temono la blockchain non perché non funzioni, ma perché funziona troppo bene — e taglia i margini.

La tesi di Johnson è semplice e documentata: su un volume di 50.000 transazioni, il costo per transazione scende da 1,30 dollari sui sistemi legacy a 1,13 dollari sulla blockchain Stellar. Pochi centesimi moltiplicati per miliardi di operazioni all’anno diventano miliardi di dollari di ricavi che scompaiono dai bilanci di intermediari, custodian e clearing house. “La resistenza dei player finanziari tradizionali non riguarda lo scetticismo tecnologico — riguarda la protezione del modello di business”, ha dichiarato Johnson.

Per BitcoinLive24 si tratta di una delle dichiarazioni più esplicite mai arrivate da un CEO di una casa di gestione di primaria importanza. Non è un operatore nativo crypto a criticare Wall Street: è un’istituzione con 1.740 miliardi in gestione a dire che il settore finanziario difende le proprie rendite di posizione.

Chi è Franklin Templeton e Perché la sua Posizione Conta

Franklin Templeton (Franklin Resources Inc., ticker BEN, quotata al NYSE) è una delle maggiori case di gestione del risparmio al mondo con oltre 90 anni di storia. Gestisce fondi azionari, obbligazionari, multi-asset e alternativi distribuiti in oltre 150 paesi. Il dato rilevante per il mondo Bitcoin è che la divisione digital asset gestisce circa 1,8 miliardi di dollari, tra cui prodotti attivi su blockchain pubblica e un ETF Bitcoin quotato negli Stati Uniti.

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La società non è nuova all’ecosistema crypto: nel 2021 ha lanciato Benji, il primo fondo comune statunitense registrato che utilizza una blockchain pubblica (Stellar) come registro ufficiale delle transazioni. Benji investe in titoli del Tesoro americano e ha rappresentato un esperimento istituzionale pionieristico nella tokenizzazione di strumenti finanziari tradizionali.

Nel 2026 Franklin Templeton ha ulteriormente consolidato la sua presenza nell’ecosistema con l’ETF Bitcoin EZBC (Franklin Bitcoin ETF), un prodotto passivo che offre esposizione diretta al prezzo di Bitcoin senza che l’investitore debba gestirne la custodia. A questo si aggiunge la partnership con MoonPay, annunciata per permettere il movimento istituzionale tra stablecoin e fondi tokenizzati via workflow on-chain.

L’Acquisizione di 250 Digital: il Segnale più Forte

Il passo più significativo del 2026 rimane tuttavia l’acquisizione pianificata di 250 Digital (spinoff di CoinFund), annunciata nell’aprile 2026. L’operazione amplia il raggio d’azione di Franklin Templeton verso le strategie di investimento attivo in criptovalute su scala istituzionale, con accesso a team specializzati in venture crypto, liquid tokens e infrastruttura blockchain.

L’aspetto più interessante dell’accordo è strutturale: una parte del corrispettivo dell’acquisizione è stata pagata in token BENJI, rendendo questa una delle prime operazioni di M&A strutturate parzialmente on-chain. Un segnale che Franklin Templeton non usa la blockchain solo come asset class da offrire ai clienti, ma come infrastruttura operativa reale.

Prodotto/IniziativaLancioDettaglio
Benji (fondo tokenizzato)2021Primo fondo USA su blockchain pubblica (Stellar), T-Bills
Franklin Bitcoin ETF (EZBC)2024ETF passivo spot Bitcoin, quotato USA
Acquisizione 250 DigitalAprile 2026Spinoff di CoinFund, strategie crypto attive istituzionali
Partnership MoonPay2026Workflow on-chain stablecoin ↔ fondo tokenizzato
Divisione digital assetIn corso~1,8 miliardi di dollari in gestione

Il Costo della Blockchain vs il Sistema Legacy: i Numeri

Johnson ha supportato la sua tesi con dati concreti. Su un campione di 50.000 transazioni, il costo medio per operazione sui sistemi tradizionali è di 1,30 dollari. Lo stesso volume processato sulla blockchain Stellar costa 1,13 dollari per transazione. La differenza — 17 centesimi per operazione — può sembrare trascurabile, ma a scala sistemica rappresenta un risparmio di milioni di dollari all’anno per grandi istituzioni e una riduzione altrettanto significativa delle fee incassate dagli intermediari.

Il problema, secondo Johnson, non è che le istituzioni finanziarie non comprendano la blockchain: è che la comprendono benissimo. Un sistema che elimina l’intermediazione riduce direttamente i ricavi di custodian, broker, clearing house e registry. “Wall Street non è contro la tecnologia — è contro i cambiamenti che erodono le entrate”, ha sintetizzato la CEO.

Secondo le nostre analisi sulle aziendali Bitcoin, la tendenza degli ultimi 18 mesi mostra un crescente numero di asset manager che adottano infrastrutture blockchain per ridurre i costi operativi, con Franklin Templeton tra i casi più avanzati nel settore del risparmio gestito tradizionale.

L’Impatto sul Settore e il Contesto Competitivo

Le dichiarazioni di Johnson arrivano in un momento in cui la competizione tra istituzioni tradizionali sull’adozione blockchain si è intensificata. BlackRock (il maggiore gestore patrimoniale al mondo, con circa 10.000 miliardi di dollari in AUM) ha già lanciato il suo ETF Bitcoin iShares (IBIT) e un fondo tokenizzato su Ethereum (BUIDL). Fidelity Investments ha i suoi prodotti crypto per investitori istituzionali e retail. Charles Schwab ha annunciato piani per rendere disponibile il trading spot Bitcoin entro metà 2027.

In questo contesto, Franklin Templeton non è la prima né l’unica — ma è tra le voci più esplicite nel diagnosticare le resistenze strutturali del sistema. Mentre altri gestori si limitano a lanciare prodotti, Johnson affronta il problema a monte: perché l’industria finanziaria nel suo complesso è lenta ad adottare tecnologie che, sulla carta, offrono efficienza e trasparenza superiori?

La risposta, secondo lei, è che l’efficienza della blockchain è un rischio sistemico per chi vive di inefficienza. Un argomento che risuona particolarmente forte in un periodo in cui i regolatori globali premono per standard più chiari sull’adozione delle asset digitali da parte di banche e gestori.

Cosa Significa per Bitcoin e il Futuro della Finanza Istituzionale

La posizione di Franklin Templeton ha implicazioni concrete per il mercato Bitcoin. Un gestore con 1.740 miliardi di dollari che afferma pubblicamente che la blockchain pubblica è più efficiente del sistema tradizionale — e che la resistenza al cambiamento è economica, non tecnica — contribuisce a normalizzare la narrativa Bitcoin come infrastruttura finanziaria.

In aggiunta, l’ETF EZBC e la divisione crypto in espansione segnalano che Franklin Templeton non sta solo analizzando il fenomeno dall’esterno: sta costruendo prodotti che portano esposizione a Bitcoin e asset digitali a milioni di investitori istituzionali e privati attraverso i canali finanziari tradizionali. L’acquisizione di 250 Digital accelera ulteriormente questa traiettoria.

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Domande Frequenti su Franklin Templeton e Bitcoin

Cos’è Franklin Templeton?
Franklin Templeton (Franklin Resources Inc.) è uno dei maggiori gestori patrimoniali al mondo, con circa 1.740 miliardi di dollari in asset under management e oltre 90 anni di storia. Ha sede negli Stati Uniti ed è quotata al NYSE con il ticker BEN.
Cosa fa Franklin Templeton nel settore Bitcoin e crypto?
Franklin Templeton gestisce circa 1,8 miliardi di dollari in digital asset. I prodotti principali includono il fondo tokenizzato Benji (su blockchain Stellar, lanciato nel 2021) e l’ETF Bitcoin EZBC, che offre esposizione spot al prezzo di BTC. Nel 2026 ha acquisito 250 Digital per espandere le strategie crypto attive.
Perché la CEO di Franklin Templeton critica Wall Street sulla blockchain?
Jenny Johnson afferma che la resistenza delle istituzioni finanziarie tradizionali alla blockchain pubblica non è tecnologica, ma economica: i sistemi blockchain riducono i costi per transazione (da 1,30 a 1,13 dollari su 50.000 operazioni) e quindi erodono le commissioni degli intermediari tradizionali.
Cos’è il fondo Benji di Franklin Templeton?
Benji è il primo fondo comune di investimento statunitense registrato ad utilizzare una blockchain pubblica (Stellar) come registro ufficiale delle transazioni. Investe in titoli del Tesoro americano ed è stato lanciato nel 2021 come pioniere della tokenizzazione di strumenti finanziari tradizionali.
Cosa implica per Bitcoin il posizionamento di Franklin Templeton?
Il posizionamento di un gestore da 1.740 miliardi di dollari a favore della blockchain pubblica contribuisce a legittimare Bitcoin come infrastruttura finanziaria. I prodotti ETF e il fondo tokenizzato portano esposizione a BTC a milioni di investitori istituzionali attraverso canali regolamentati.

Fonte: Bitcoin Magazine — 3 giugno 2026.

Disclaimer: questo articolo ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza finanziaria. Le informazioni contenute non devono essere interpretate come raccomandazioni di investimento. Investire in asset digitali comporta rischi significativi, inclusa la possibile perdita totale del capitale investito.

Trevis

Autore di BitcoinLive24

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