Aveva scritto le sue opinioni di minoranza su un sito istituzionale grigio, in un linguaggio che nessun regolatore americano aveva mai usato prima. Citava Hayek. Difendeva i principi del libero mercato contro i colleghi che volevano bloccare ogni ETF Bitcoin. Per otto anni, la voce di Hester Peirce alla SEC è stata la sola a dire, sistematicamente, che l’America stava sbagliando strada con le criptovalute.
La settimana del 9 giugno 2026, Peirce ha lasciato la Securities and Exchange Commission. La “Crypto Mom” — soprannome affettuoso coniato dalla community Bitcoin nel 2019 — ha concluso un mandato che ha ridefinito il modo in cui il settore crypto ha imparato a muoversi a Washington.
La Donna che Disse “No” ai suoi Stessi Colleghi
Hester Peirce arrivò alla SEC nel 2018, nominata da Donald Trump come commissioner repubblicana. Il suo background era accademico e di policy — aveva lavorato per anni al Senate Banking Committee e all’Office of Legislative Affairs della stessa SEC. Non era una bitcoiner. Non aveva mai dichiarato di possedere criptovalute. Ma aveva una bussola ideologica chiara: i mercati funzionano meglio quando le regole sono prevedibili, eque e non discriminatorie.
Nel 2019 scrisse il suo primo dissent storico: la SEC aveva respinto per la terza volta una proposta di ETF Bitcoin, presentata da Bitwise Asset Management. Il parere di maggioranza invocava preoccupazioni sulla manipolazione del mercato e la mancanza di accordi di sorveglianza. Peirce dissent ne smontò punto per punto la logica, definendo il rifiuto “paternalistico” e “un’anomalia” rispetto al trattamento riservato ad altri asset class. Firmò quel documento con le iniziali “HMP” e lo pubblicò. Divenne subito virale nella community Bitcoin.
Da quel momento in poi, ogni volta che la SEC respingeva una proposta crypto, gli occhi del settore andavano a cercare il nome di Peirce nell’elenco dei dissent.
Otto Anni di Citazioni che hanno Narrato un’Era
Il profilo pubblicato da The Defiant alla sua uscita la descrive come “la commissioner le cui citazioni hanno narrato la storia regolamentare dell’industria”. Non è un’esagerazione.
Tra il 2018 e il 2026, Peirce ha scritto almeno 12 opinioni di dissent formali su questioni crypto — un numero eccezionale per un commissioner della SEC. Ha criticato l’approccio “regulation by enforcement” adottato da Gary Gensler durante la sua presidenza (2021-2025): invece di scrivere regole chiare, la SEC di Gensler perseguiva le aziende crypto in tribunale, creando incertezza giuridica senza mai fornire un quadro normativo trasparente.
“Se vogliamo che le aziende innovative rimangano in America, dobbiamo dire loro cosa possono e non possono fare — non scoprirlo insieme in un’aula di tribunale,” scrisse nel 2022, durante le indagini su Coinbase. La frase fu ripresa da decine di brief legali e audizioni congressional.
Nel 2023 propose ufficialmente un framework “safe harbor” per i token digitali: un periodo di grazia di tre anni durante il quale i progetti crypto potevano operare senza essere immediatamente classificati come securities, a patto di rispettare requisiti di trasparenza. La proposta non fu mai adottata, ma diventò il documento di riferimento per tutte le successive discussioni legislative — incluso il CLARITY Act del 2025.
| Anno | Evento chiave | Posizione di Peirce |
|---|---|---|
| 2018 | Nomina alla SEC | Commissioner repubblicana, portfolio policy |
| 2019 | Rifiuto ETF Bitcoin Bitwise | Dissent: “paternalistico e incoerente” |
| 2022 | Indagini su Coinbase | Dissent: “regulation by enforcement non funziona” |
| 2023 | Proposta Safe Harbor token | Framework 3 anni per progetti crypto |
| 2024 | Approvazione ETF Bitcoin spot | Sostegno pubblico dopo anni di dissent |
| 2026 | Uscita dalla SEC | Fine mandato, retrospettiva 8 anni |
Il Momento della Svolta: l’ETF Bitcoin Spot del 2024
Per Peirce, il gennaio 2024 fu la vindication — la conferma pubblica che aveva avuto ragione. Dopo anni di rifiuti, la SEC sotto il presidente Gary Gensler approvò i primi ETF Bitcoin spot americani, inclusi quelli di BlackRock (IBIT) e Fidelity (FBTC). Gli stessi argomenti che Peirce aveva sollevato nei suoi dissent — la maturità del mercato Bitcoin, la presenza di meccanismi di sorveglianza adeguati, la comparabilità con altri ETF su asset volatili — erano stati infine riconosciuti come validi dalla maggioranza dei commissioner.
Non celebrò pubblicamente la vittoria. In un’intervista successiva, disse soltanto che era “soddisfatta che gli investitori americani avessero finalmente accesso a uno strumento che attendevano da anni”. Era il suo stile: rigorosa, mai trionfante.
Oggi quei fondi gestiscono oltre $120 miliardi di asset e rappresentano una delle classi di ETF con la crescita più rapida nella storia di Wall Street. Come riportato da BitcoinLive24 nel maggio 2026, BlackRock e Fidelity dominano il mercato degli ETF Bitcoin con una quota combinata del 70%.
Cosa Ci Insegna questa Storia
La carriera di Hester Peirce alla SEC offre una lezione concreta su come le istituzioni cambiano: lentamente, attraverso la pressione coerente di voci interne che documentano le contraddizioni del sistema.
Peirce non era una alleata ideologica di Bitcoin nel senso tribale del termine. Non twittava prezzi. Non partecipava alle conferenze Bitcoin come speaker motivazionale. Era una funzionaria governativa che applicava principi di diritto amministrativo e teoria dei mercati ai nuovi asset digitali — e concludeva sistematicamente che i suoi colleghi stavano sbagliando.
Questo tipo di dissent istituzionale ha un valore che la community Bitcoin spesso sottovaluta. Le battaglie legali vinte da Coinbase, Grayscale e altri operatori non sarebbero state possibili senza un corpus di opinioni formali che documentavano le incoerenze della posizione SEC. I giudici federali hanno citato quegli argomenti nelle loro sentenze. Il Congresso li ha usati per costruire il testo del CLARITY Act.
Il Quadro Più Ampio: dopo la Crypto Mom, cosa cambia?
L’uscita di Peirce arriva in un momento di trasformazione per la SEC. Con la presidenza di Paul Atkins — nominato da Trump nel 2025 e favorevole a un approccio più aperto verso i mercati digitali — la commissione sta ridefinendo la propria postura verso crypto. Il contesto è radicalmente diverso rispetto al 2018: Bitcoin è riconosciuto come asset di riserva da parte di aziende quotate come Strategy (ex MicroStrategy), da fondi sovrani come Mubadala e, come riportato da BitcoinLive24, dallo stesso SpaceX che detiene oltre 18.712 BTC nel proprio bilancio.
La SEC di Atkins potrebbe fare ciò che Peirce chiedeva da anni: scrivere regole chiare invece di procedere per enforcement. Ma il paradosso è che ora potrebbe non averne più bisogno un “dissent voice” interno — il consenso istituzionale si è spostato.
Peirce lascia un’istituzione che, almeno sulla questione Bitcoin, ha finito per adottare molte delle posizioni che lei aveva difeso in solitudine per un decennio. È una forma strana di vittoria.
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FAQ — Hester Peirce e la SEC
Chi è Hester Peirce e perché la chiamano “Crypto Mom”?
Hester Peirce è un’ex commissioner della SEC nominata nel 2018 dall’amministrazione Trump. Il soprannome “Crypto Mom” le fu dato dalla community Bitcoin nel 2019 dopo il suo primo dissent formale contro il rifiuto di un ETF Bitcoin, in cui difendeva il diritto degli investitori ad accedere al mercato senza eccessive restrizioni governative.
Quante volte Peirce ha espresso dissenso su questioni crypto alla SEC?
Peirce ha firmato almeno 12 opinioni di dissent formali su questioni legate a criptovalute e asset digitali tra il 2018 e il 2026, un numero eccezionalmente alto per un singolo commissioner — e ha rappresentato sistematicamente la posizione minoritaria a favore di regole più chiare e meno enforcement.
Qual è l’eredità di Peirce per Bitcoin e la regolamentazione crypto?
L’eredità di Peirce è il corpus di argomenti legali e normativi che ha costruito nei suoi dissent: documenti citati da giudici federali (come nella causa Grayscale vs SEC), da avvocati del settore e dal Congresso nella stesura del CLARITY Act. Ha trasformato l’opinione di minoranza in letteratura giuridica di riferimento per il settore.
