BIP-361: Congelare 5,6 Milioni di Bitcoin Dormienti per Difendersi dal Quantum?

BIP-361: Congelare 5,6 Milioni di Bitcoin Dormienti per Difendersi dal Quantum?

La proposta BIP-361, presentata da Jameson Lopp e altri sviluppatori Bitcoin a inizio aprile 2026, ha acceso uno dei dibattiti più intensi nella storia della community: congelare i circa 5,6 milioni di BTC rimasti inattivi per oltre un decennio, prima che i computer quantistici (macchine con potenza computazionale esponenzialmente superiore agli attuali processori) possano rubarli. Il valore in gioco è stimato attorno ai 440 miliardi di dollari. Ma i massimalisti sono profondamente divisi: chi propone il congelamento rischia di innescare il peggior repricing giornaliero nella storia di Bitcoin, chi si oppone rischia di lasciare la rete vulnerabile a un attacco futuro. Di quantum computing e Bitcoin si parla da settimane su BitcoinLive24, ma BIP-361 porta il dibattito a un nuovo livello.

Cosa Sono i 5,6 Milioni di BTC Dormienti

Si tratta di Bitcoin depositati in indirizzi che non hanno mai ricevuto un aggiornamento crittografico: i wallet di tipo P2PK (Pay-to-Public-Key) e alcuni P2PKH usati nei primi anni della rete espongono la chiave pubblica direttamente on-chain. I computer quantistici, una volta sufficientemente potenti, potrebbero risolvere il problema del logaritmo discreto su curva ellittica (ECDLP) e derivare la chiave privata dalla chiave pubblica visibile, consentendo il furto dei fondi senza che il legittimo proprietario possa fare nulla.

Lopp stima che molti di questi Bitcoin siano effettivamente perduti — portafogli di Satoshi Nakamoto compresi — ma la rete non dispone di alcun meccanismo per distinguere i fondi “perduti” da quelli semplicemente non movimentati. Da qui la proposta di congelo via hard fork.

Cosa Prevede BIP-361

Il Bitcoin Improvement Proposal 361 contempla una fase di transizione in cui gli indirizzi vulnerabili avrebbero un periodo definito per migrare verso formati crittografici resistenti al quantum (es. schemi basati su lattici o hash). Allo scadere della finestra, gli UTXO (Unspent Transaction Outputs, ossia i saldi non spesi) rimasti negli indirizzi obsoleti verrebbero resi non spendibili — tecnicamente “congelati” dal protocollo. Un hard fork di questo tipo richiederebbe il consenso della maggioranza dei nodi e dei miner.

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AspettoDettaglio
BTC a rischio~5,6 milioni (stima Lopp)
Valore approssimativo~440 miliardi di dollari
Formato vulnerabileP2PK, P2PKH non aggiornati
Soluzione propostaHard fork + periodo di migrazione
Proposta daJameson Lopp + core developers (aprile 2026)
Stato attualeIn discussione, non ancora in votazione

Il Rischio Repricing: “Il Peggior Giorno nella Storia di Bitcoin”

Samuel “Chad” Patt, fondatore di Op Net e massimalista dichiarato, è netto: congelare anche un solo satoshi nega il principio su cui si fondano gli investimenti istituzionali in Bitcoin. «Congelare qualsiasi coin — anche quelle “perdute” — comunica al mercato che tutti i circa 19,8 milioni di BTC in circolazione sono posseduti condizionatamente», ha dichiarato. «I risk desk istituzionali non valutano il motivo, valutano il precedente.»

Secondo Patt, il repricing sarebbe istantaneo, non graduale: qualunque fund manager che abbia allocato su Bitcoin per la sua censorship-resistance (resistenza alla censura) sarebbe obbligato a liquidare — non per scelta, ma per mandato fiduciario. Jason Fernandes, co-fondatore di AdLunam, concorda sulla tesi del repricing ma inverte l’ordine di grandezza: un attacco quantistico riuscito produrrebbe danni molto più gravi del congelamento preventivo, perché «le istituzioni non prezzano solo il precedente, prezzano se il sistema può sopravvivere alla rottura delle sue premesse fondamentali».

Chi Si Oppone: Property Rights Prima di Tutto

Kent Halliburton, CEO di SazMining — società che gestisce data center su quattro continenti — apprezza le intenzioni ma rifiuta il metodo. «Non difendi Bitcoin rompendo la sua promessa fondamentale di diritti di proprietà inviolabili», ha affermato. Il suo modello di business si regge proprio sulla garanzia che Bitcoin assicura di proprietà incondizionata: minare quella certezza equivale a compromettere la tesi di investimento dell’intero settore del mining istituzionale.

Khushboo Khullar, venture partner di Lightning Ventures, definisce il congelamento «profondamente difettoso» nonostante l’apparente pragmatismo. «Minerebbe direttamente i principi fondamentali di Bitcoin: immutabilità, permissionlessness e assenza di esecuzione centralizzata. Un simile cambiamento richiederebbe un hard fork controverso, violando l’etica decentralizzata della rete dove nessuno può unilateralmente sequestrare o congelare le coin altrui.»

Chi Supporta BIP-361: Il Rischio Inazione

Mati Greenspan, analista di mercato e massimalista, offre una prospettiva più distaccata: se i computer quantistici riuscissero un giorno a violare i wallet di Satoshi, «non innescherebbe un rollback né un congelamento, ma il più grande bug bounty nella storia dell’umanità». L’ironia della previsione sottende una convinzione di fondo: la rete si adatterebbe, in un modo o nell’altro, all’emergenza.

Ken Kruger, fondatore di Moon Technologies, è più esplicito nel sostenere i tradeoff difficili: «È estremamente difficile costruire sistemi davvero a prova di futuro. Bitcoin ci è andato molto vicino, ma il quantum potrebbe porre una minaccia che richiede compromessi che i partecipanti non gradiranno.» La posizione di Kruger rispecchia quella di Lopp: l’inazione è anch’essa una scelta, e non necessariamente la più sicura.

Cosa Significa per gli Investitori

Il dibattito su BIP-361 non è puramente tecnico: tocca la narrativa stessa che ha portato Bitcoin a essere adottato da fondi sovrani, ETF e tesorerie aziendali. Qualunque modifica al protocollo che alteri la finality o la censorship-resistance potrebbe richiedere una revisione dei prospetti di molti veicoli di investimento regolamentati.

Nel breve periodo, BIP-361 è ancora in fase di discussione e non è in votazione. La probabilità di un hard fork contestato nel 2026 rimane bassa, ma l’esistenza stessa del dibattito ha valore informativo: significa che la community sta prendendo sul serio la minaccia quantistica, un tema che seguiamo con attenzione nella sezione Tecnologia. Chi detiene Bitcoin a lungo termine farebbe bene a monitorare l’evoluzione di BIP-361 nei prossimi mesi.

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Conclusione

Il congelamento dei 5,6 milioni di BTC dormienti rappresenta un dilemma filosofico prima ancora che tecnico: proteggere la rete da una minaccia futura al costo di violare uno dei suoi princìpi costitutivi. Il consenso della community — che per definizione deve essere largo su una modifica così radicale — appare ancora lontano. La posta in gioco da 440 miliardi di dollari e un precedente potenzialmente destabilizzante rendono BIP-361 uno dei BIP più importanti della storia di Bitcoin, indipendentemente dall’esito.


FAQ su BIP-361 e il Quantum Computing

Cosa sono i Bitcoin dormienti?
Sono BTC in indirizzi non movimentati da oltre 10 anni, spesso in formati crittografici obsoleti (P2PK) che espongono la chiave pubblica e risultano vulnerabili ai computer quantistici futuri.
Il computer quantistico può già rubare Bitcoin?
No. Al momento della stesura (aprile 2026), nessun computer quantistico ha la potenza sufficiente per violare ECDSA a 256 bit. Il rischio è reale ma non immediato: la maggior parte degli esperti stima una finestra di 5-15 anni.
Cosa succederebbe se BIP-361 venisse approvato?
Gli indirizzi vulnerabili avrebbero un periodo di migrazione volontaria. Allo scadere del termine, i fondi non migrati verrebbero resi non spendibili a livello di protocollo tramite hard fork.
Perché il congelamento potrebbe causare un crollo del prezzo?
Perché minerebbe la narrativa di proprietà incondizionata su cui si basano molti mandati di investimento istituzionali. I fund manager potrebbero essere obbligati a liquidare per policy interne, indipendentemente dal merito della proposta.
BIP-361 è già in votazione?
No. Al 26 aprile 2026 è ancora in fase di discussione nella community degli sviluppatori. Nessuna data di attivazione è stata fissata.

Fonte: CoinDesk. Questo articolo ha scopo informativo e non costituisce consulenza di investimento.

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Redazione Bitcoinlive24

Contenuto elaborato dalla redazione tramite sistemi di intelligenza artificiale, basato su fonti selezionate e verificate nel settore Bitcoin.

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