Il voto storico: 85-5 contro la valuta digitale della banca centrale
Il Senato degli Stati Uniti ha approvato lunedì 22 giugno 2026 una disposizione che vieta alla Federal Reserve di emettere o creare una valuta digitale della banca centrale (CBDC) per i prossimi quattro anni, fino alla fine del 2030. Il voto è stato schiacciante: 85 favorevoli contro soli 5 contrari, un margine bipartisan che segnala un consenso politico ampio e difficilmente reversibile.
La misura è inserita nel “21st Century ROAD to Housing Act”, un disegno di legge principalmente dedicato alla convenienza abitativa. I legislatori repubblicani hanno scelto questa sede per includere il divieto sulle CBDC, sfruttando la traiettoria legislativa favorevole del provvedimento. La Camera dei Rappresentanti potrebbe approvarlo già nella giornata di martedì, aprendo la strada alla firma presidenziale di Donald Trump.
Cosa prevede esattamente la legge
Il testo della disposizione è netto: “The Board of Governors of the Federal Reserve System or a Federal reserve bank may not issue or create a central bank digital currency”, né direttamente né indirettamente attraverso istituzioni finanziarie intermediarie. Il divieto ha validità fino al 31 dicembre 2030.
Si tratta di una restrizione concreta, anche se la Fed non stava sviluppando attivamente una CBDC. Il nuovo presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, aveva già dichiarato durante la sua audizione di nomina che una CBDC americana rappresenterebbe una “scelta politica sbagliata”. L’ex presidente Jerome Powell, nel 2023, aveva precisato che qualsiasi valuta digitale sarebbe stata gestita tramite le banche commerciali, non direttamente dalla Fed.
Trump e l’ordine esecutivo del 2025: una coerenza politica
La legge si inserisce in un percorso già tracciato dall’amministrazione Trump. A gennaio 2025, il presidente aveva firmato un ordine esecutivo che dichiarava le CBDC una minaccia alla “stabilità del sistema finanziario, alla privacy individuale e alla sovranità degli Stati Uniti”. Il voto al Senato trasforma quella posizione esecutiva in legge bipartisan, rendendo il blocco molto più difficile da aggirare per future amministrazioni.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Voto Senato | 85 sì / 5 no (22 giugno 2026) |
| Durata divieto | 4 anni (fino al 31 dicembre 2030) |
| Legge contenitore | 21st Century ROAD to Housing Act |
| Soggetto vietato | Federal Reserve (diretta e indiretta) |
| Firma presidenziale | Trump, attesa entro giorni |
| Ordine esecutivo precedente | Gennaio 2025 (stesso obiettivo) |
Il contesto globale: Europa e Cina vanno avanti
Mentre Washington blocca la propria CBDC, il panorama globale si muove in direzione opposta. La Banca Centrale Europea sta sviluppando l’euro digitale, con un lancio previsto per il 2029. La Cina ha già avviato lo yuan digitale con la partecipazione di 26 istituzioni finanziarie, pilotando transazioni in diversi settori dell’economia reale.
La scelta americana di uscire dalla corsa alle valute digitali sovrane — almeno per il prossimo quadriennio — ridisegna le mappe della competizione monetaria globale. Per chi guarda a Bitcoin come riserva di valore non governativa, si tratta di un segnale politico significativo: l’alternativa digitale al dollaro tradizionale, negli USA, non sarà statale.
Perché questa notizia è rilevante per Bitcoin
Le CBDC e Bitcoin non sono la stessa cosa: le valute digitali delle banche centrali sono emesse e controllate dallo Stato, mentre Bitcoin è un sistema monetario decentralizzato senza autorità centrale. Tuttavia, le CBDC erano spesso descritte come la risposta “ufficiale” alle criptovalute, uno strumento per offrire pagamenti digitali mantenendo il controllo governativo.
Un blocco di quattro anni della CBDC americana ha almeno due implicazioni per Bitcoin. Prima: nessun competitor istituzionale diretto negli USA per un ciclo intero di politica monetaria. Seconda: il voto bipartisan 85-5 segnala che la critica alle valute digitali governative non è ideologicamente marginale — è mainstream, almeno nell’attuale Congresso americano.
La redazione di BitcoinLive24 monitora l’evoluzione di questo dossier, che incrocerà inevitabilmente il percorso del GENIUS Act (stablecoin) e del CLARITY Act (asset digitali), entrambi ancora in discussione al Congresso. Per aggiornamenti in tempo reale, scarica l’app BitcoinLive24.
Prossimi passi: Camera e firma Trump
Il percorso legislativo prevede ora il voto della Camera dei Rappresentanti, potenzialmente già martedì 23 giugno 2026. Se approvata, la legge andrà alla firma di Donald Trump, che aveva già espresso il proprio orientamento con l’ordine esecutivo del 2025. La Casa Bianca non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’emendamento CBDC, ma il sostegno della maggioranza repubblicana al Senato rende quasi certa la firma.
Per un’analisi del quadro normativo USA sulle criptovalute, vedi anche la nostra copertura del CLARITY Act e della regolamentazione crypto americana.
FAQ: CBDC e Bitcoin negli USA
Cos’è una CBDC e in cosa differisce da Bitcoin?
Una CBDC (Central Bank Digital Currency) è una valuta digitale emessa e controllata direttamente da una banca centrale, come il dollaro digitale della Fed. Bitcoin è un sistema monetario decentralizzato: nessuna istituzione ne controlla l’emissione o le transazioni. Le CBDC mantengono il modello di moneta fiduciaria tradizionale in formato digitale; Bitcoin ne rappresenta l’alternativa.
Il divieto al Senato blocca anche le stablecoin?
No. La disposizione si applica esclusivamente alla Federal Reserve e alle banche centrali. Le stablecoin private (come USDC o USDT) e il GENIUS Act che le regola seguono un percorso legislativo separato, già in discussione al Senato.
Cosa succede dopo il 2030?
Il divieto scade il 31 dicembre 2030. Una futura amministrazione o un nuovo Congresso potrebbero scegliere di rinnovarlo, modificarlo o lasciarlo scadere. La posizione politica attuale, però, rappresenta un precedente difficile da ignorare.
Perché il voto è stato 85-5 e non solo lungo linee partitiche?
Secondo CoinDesk, la larga maggioranza riflette sia l’opposizione repubblicana alle CBDC — inquadrate come minaccia alla privacy — sia il disinteresse democratico nel difendere un progetto che la Fed non stava concretamente sviluppando. Il voto è stato principalmente un segnale politico, non una battaglia ideologica serrata.
Questo voto ha effetti sul prezzo di Bitcoin?
Non direttamente. Il mercato interpreta la notizia come positiva per Bitcoin nel lungo periodo — meno concorrenza istituzionale statale — ma l’impatto a breve termine sui prezzi dipende da molti altri fattori macroeconomici. Questo articolo non costituisce consulenza finanziaria.
