Il presidente americano Donald Trump ha firmato il 22 giugno 2026 due ordini esecutivi destinati ad accelerare lo sviluppo del quantum computing negli Stati Uniti e ad avviare la transizione verso standard di crittografia post-quantistica. La decisione apre un capitolo inedito nel dibattito sulla sicurezza digitale: per la prima volta, la Casa Bianca riconosce ufficialmente che i computer quantistici potranno un giorno rompere gli algoritmi crittografici su cui si basa internet — compresa la rete Bitcoin. Gli esperti di sicurezza stimano una finestra di 10-20 anni prima che questa minaccia diventi concreta, ma il segnale politico è chiaro: la corsa alla resistenza quantistica è cominciata.
Cosa ha firmato Trump: i due ordini esecutivi
I due provvedimenti firmati da Trump mirano a obiettivi distinti ma complementari. Il primo ordine esecutivo stanzia risorse federali per accelerare la ricerca e lo sviluppo del quantum computing militare e civile, con l’obiettivo di mantenere la supremazia tecnologica degli USA rispetto a Cina e Russia in questo settore strategico. Il secondo ordine — e qui emerge l’impatto diretto sull’ecosistema digitale — impone alle agenzie federali di avviare entro 18 mesi la migrazione verso algoritmi post-quantum, ossia standard crittografici progettati per resistere agli attacchi di un computer quantistico.
Il National Institute of Standards and Technology (NIST, l’ente americano per gli standard tecnici) aveva già pubblicato nel 2024 i primi tre standard post-quantum: CRYSTALS-Kyber per la crittografia a chiave pubblica, CRYSTALS-Dilithium e SPHINCS+ per le firme digitali. Gli ordini di Trump danno ora una spinta politica — e una scadenza — a questa transizione.
Il rischio quantistico per Bitcoin: quando e come
Bitcoin utilizza due algoritmi crittografici principali: ECDSA (Elliptic Curve Digital Signature Algorithm) per le firme delle transazioni e SHA-256 per il mining e la struttura della blockchain. Il rischio quantistico si concentra soprattutto sull’ECDSA: un computer quantistico sufficientemente potente potrebbe, in teoria, ricavare la chiave privata da una chiave pubblica esposta — mettendo a rischio i fondi nei wallet che hanno già effettuato transazioni.
L’impatto pratico dipende da quando i computer quantistici raggiungeranno la capacità necessaria (stimata in circa 4.000 qubit stabili, contro i ~2.000 attuali dei sistemi più avanzati di IBM e Google). Gli analisti di Presidio Bitcoin, che ha pubblicato un rapporto sulla quantum readiness proprio questa settimana, stimano che questa soglia non sarà raggiunta prima del 2035-2040 in condizioni realistiche. SHA-256, utilizzato nel mining, è considerato molto più robusto e richiederebbe capacità di ordini di grandezza superiori per essere compromesso.
Il caso CZ e i Bitcoin di Satoshi: il dibattito che divide la community
La firma degli ordini esecutivi ha riacceso un dibattito che periodicamente agita la community Bitcoin: cosa fare con i circa 1,1 milioni di BTC (stimati) nei wallet originali di Satoshi Nakamoto, rimasti immobili dal 2010? Changpeng Zhao (CZ, fondatore di Binance) ha proposto su X che, in vista di una futura migrazione post-quantum, questi Bitcoin “abbandonati” potrebbero essere congelati preventivamente — ossia resi non spendibili — per evitare che un futuro aggressore quantistico li utilizzi per destabilizzare il mercato.
La proposta ha diviso la community in modo netto. Da un lato, chi sostiene che lasciare inattaccabili 1,1 milioni di BTC (circa 5% dell’offerta totale) sia un rischio sistemico da gestire proattivamente. Dall’altro, i Bitcoiner più conservatori che rifiutano categoricamente qualsiasi modifica al protocollo che violi l’immutabilità della proprietà — considerata uno dei principi fondanti di Bitcoin. A oggi, nessuna proposta formale di modifica al protocollo (BIP, Bitcoin Improvement Proposal) è stata presentata su questo tema.
Le reazioni della community e degli esperti
Le reazioni alla firma degli ordini di Trump sono state polarizzate. Da un lato, esperti di sicurezza come Adam Back (CEO di Blockstream e destinatario di una email di Satoshi nel 2008) hanno ribadito che il protocollo Bitcoin ha margini di tempo sufficienti per aggiornare la crittografia prima che il rischio quantistico diventi reale. Dall’altro, alcuni ricercatori avvertono che la corsa quantistica tra USA e Cina potrebbe accelerare i tempi previsti, richiedendo un’azione più urgente dalla developer community.
Il gruppo Bitcoin Optech — che monitora gli sviluppi tecnici del protocollo — ha segnalato che uno schema di firme post-quantum (basato su SPHINCS+ o schemi equivalenti) potrebbe in linea di principio essere integrato in Bitcoin tramite un soft fork, ma richiederebbe anni di sviluppo, testing e consenso. A livello europeo, l’Agenzia dell’UE per la Cybersicurezza (ENISA) ha già raccomandato alle istituzioni di iniziare a pianificare la migrazione post-quantum entro il 2027.
Confronto: approcci nazionali alla crittografia post-quantum
| Paese/Blocco | Approccio quantum computing | Standard post-quantum adottati | Timeline |
|---|---|---|---|
| USA (Trump EO) | Investimento massiccio + mandato migrazione agenzie | NIST CRYSTALS-Kyber, Dilithium, SPHINCS+ | 18 mesi per agenzie federali |
| Unione Europea | Raccomandazione ENISA, investimenti Horizon Europe | Adozione standard NIST + ricerca proprietaria | Migrazione entro 2027-2030 |
| Cina | Piano quinquennale 2021-2025, massima priorità nazionale | Standard proprietari SM2/SM4 + ricerca USTC | Obiettivo supremazia 2035 |
| Russia | Ricerca FSUE “Rosatom” + istituti governativi | GOST R 34 post-quantum (in sviluppo) | Non definita pubblicamente |
Prospettive: tre scenari per Bitcoin
La notizia degli ordini esecutivi americani apre tre scenari distinti per il protocollo Bitcoin nei prossimi anni. Nel primo scenario — il più probabile — i developer aggiornano gradualmente Bitcoin con schemi di firma post-quantum prima che il rischio quantistico diventi operativo. La transizione richiederà anni di lavoro, ma è tecnicamente fattibile seguendo il precedente di Taproot (l’ultimo grande upgrade del protocollo). BitcoinLive24 continuerà a monitorare l’evoluzione di questi sviluppi.
Nel secondo scenario, la corsa quantistica accelera oltre le attese, costringendo la community a un aggiornamento d’emergenza — un processo storicamente difficile per Bitcoin, che richiede ampio consenso tra miner, nodi e sviluppatori. Nel terzo scenario, i computer quantistici rimangono confinati ai laboratori per decenni, rendendo il dibattito prematuro. La maggior parte degli esperti indipendenti propende per varianti del primo scenario, con la pressione politica degli ordini Trump che potrebbe accelerare i tempi di pianificazione anche nella developer community Bitcoin.
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FAQ: quantum computing e Bitcoin
Cosa ha firmato Trump sul quantum computing?
Trump ha firmato il 22 giugno 2026 due ordini esecutivi: il primo accelera gli investimenti USA nel quantum computing militare e civile; il secondo impone alle agenzie federali di avviare la migrazione verso crittografia post-quantum entro 18 mesi, adottando gli standard NIST pubblicati nel 2024.
Il quantum computing può hackerare Bitcoin?
Teoricamente sì, ma non prima del 2035-2040 secondo le stime attuali. Un computer quantistico con circa 4.000 qubit stabili potrebbe compromettere la firma ECDSA usata da Bitcoin per proteggere i wallet. Il mining (SHA-256) è considerato molto più resistente e richiederebbe capacità enormemente superiori per essere vulnerabile.
Bitcoin si aggiornerà per resistere ai computer quantistici?
Sì, è tecnicamente possibile aggiornare Bitcoin con schemi di firma post-quantum tramite un soft fork. Il processo richiede anni di sviluppo e il consenso della community, ma è considerato fattibile prima che il rischio quantistico diventi reale. Nessuna proposta formale (BIP) è ancora stata presentata.
I Bitcoin di Satoshi Nakamoto sono a rischio quantistico?
I circa 1,1 milioni di BTC nei wallet originali di Satoshi utilizzano chiavi pubbliche esposte (P2PK), rendendoli potenzialmente vulnerabili a un attacco quantistico futuro. Il fondatore di Binance CZ ha proposto di congelarli preventivamente, ma la proposta è controversa e contraria al principio di immutabilità della proprietà su Bitcoin.
Come l’Europa si sta preparando al rischio quantistico?
L’ENISA (Agenzia UE per la Cybersicurezza) ha raccomandato alle istituzioni europee di avviare la pianificazione della migrazione post-quantum entro il 2027. L’UE ha investito attraverso il programma Horizon Europe e sta adottando gli standard NIST americani, pur sviluppando ricerca proprietaria in parallelo.
Questo articolo ha finalità informative. Non costituisce consulenza finanziaria o di investimento. Investire in criptovalute comporta rischi. Fai sempre le tue ricerche (fonte: Bitcoin Magazine).
