La Causa che Vuole i Bitcoin di Satoshi: $238 Miliardi nel Mirino di un Tribunale USA

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Un tribunale di New York si trova ad affrontare una delle cause più audaci della storia di Bitcoin: entità anonime — identificate solo come “Noah Doe”, “ABC Company” e “XYZ Company” — chiedono la proprietà legale di circa 3,799 milioni di BTC, un valore stimato da Galaxy Digital in 238 miliardi di dollari, sostenendo che si tratti di “proprietà smarrita” ai sensi del diritto dello Stato di New York. Tra i wallet nel mirino ci sarebbero anche i 21.744 indirizzi attribuiti a Satoshi Nakamoto, contenenti circa 1,09 milioni di BTC. Il 19 giugno 2026 l’avvocato Ian R. Cohen ha depositato un controricorso che difende i diritti degli attuali detentori — noti e sconosciuti — di quei fondi.

Chi sono i Ricorrenti e Cosa Vogliono

La causa, depositata presso la New York Supreme Court nel marzo 2026 dal legale David Lin, prende di mira 39.069 indirizzi Bitcoin pseudonimi. I ricorrenti sostengono che i Bitcoin custoditi in questi wallet siano da considerare abbandonati, in quanto i fondi non si sono mossi per anni o decenni. In base alla legge statale sulla “lost property” (proprietà smarrita), chi “trova” un bene abbandonato potrebbe rivendicarne il titolo legale.

Un dettaglio che non è passato inosservato: nei giorni successivi alla notifica della causa, i ricercatori di Galaxy Digital hanno identificato 52 indirizzi tra quelli elencati che hanno spostato complessivamente 34.335 BTC. Di questi, 29 destinatari hanno a loro volta trasferito 12.302 BTC. Segno che almeno alcuni dei presunti “proprietari scomparsi” sono ancora vivi e attivi.

La Tesi della Difesa: Dormire non è Abbandonare

Ian R. Cohen — avvocato specializzato in diritto Bitcoin, noto su X come @btclawyerguy — ha presentato un’amicus brief il 29 maggio 2026 e un controricorso il 19 giugno. La sua tesi centrale è semplice ma devastante per la posizione dei ricorrenti: “con Bitcoin, possedere la chiave privata è la proprietà — non si può ‘trovare’ un wallet che non si riesce ad aprire”.

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Cohen argomenta che la legge sulla proprietà smarrita di New York non si applica ai Bitcoin in autocustodia, e che i tribunali dello stato non hanno giurisdizione sulle chiavi private — strumenti digitali privi di localizzazione geografica. Il punto è fondamentale: se un wallet non ha inviato transazioni per dieci anni, ciò non significa automaticamente che sia stato abbandonato. Potrebbe semplicemente trattarsi di un detentore di lungo periodo che conserva i propri fondi con pazienza.

Un secondo argomento riguarda il contraddittorio: i presunti “proprietari” dei 39.069 indirizzi sono pseudonimi per definizione, rendendo impossibile notificare loro l’azione legale e permettere una difesa in giudizio. Concedere una sentenza di default contro “sconosciuti” creerebbe un precedente giuridico pericoloso per ogni detentore di Bitcoin nel mondo.

La Giudice King e il Calendar Processuale

Il 4 giugno 2026, la Justice Kathy King ha concesso una sospensiva (stay) del procedimento. Questo ha momentaneamente fermato il caso, ma non lo ha archiviato. Il 19 giugno, l’avvocato Lin — per conto dei ricorrenti — ha presentato una mozione per revocare la sospensiva. Cohen ha risposto lo stesso giorno con il controricorso. La prossima udienza è fissata per il 14 luglio 2026.

DataEvento
Marzo 2026Deposito causa (New York Supreme Court, avv. David Lin)
29 maggio 2026Amicus brief di Ian R. Cohen
4 giugno 2026Justice Kathy King concede la sospensiva
19 giugno 2026Mozione di revoca sospensiva + controricorso Cohen
14 luglio 2026Udienza programmata

Cosa Significano i Bitcoin di Satoshi per questo Caso

Secondo Galaxy Digital (ricercatore Alex Thorn), degli oltre 3,799 milioni di BTC nel mirino della causa, circa 1,09 milioni sarebbero riferibili a Satoshi Nakamoto, distribuiti su 21.744 indirizzi. Si tratta di monete che non si sono mai spostate dalla creazione del protocollo Bitcoin. Se il tribunale di New York accettasse la tesi della “proprietà smarrita”, aprirebbe teoricamente la strada a rivendicazioni su questi fondi.

Come riporta U.Today, l’intera vicenda ha riacceso il dibattito su un tema filosofico fondamentale: la distinzione tra Bitcoin perduto e Bitcoin custodito con pazienza. La comunità Bitcoin ha sempre sostenuto che i coin di Satoshi sono un simbolo storico del protocollo — non proprietà abbandonata da redistribuire.

Precedenti e Implicazioni per il Diritto Bitcoin Globale

Da BitcoinLive24 monitoriamo questo caso con attenzione, perché le sue implicazioni vanno ben oltre New York. Se un tribunale statunitense accettasse il principio che la dormienza equivale all’abbandono, si creerebbe un precedente potenzialmente applicabile a qualsiasi giurisdizione. Le borse e i custodi potrebbero ricevere ordini giudiziari di congelare fondi. I possessori di indirizzi inattivi potrebbero trovarsi a dover dimostrare di essere ancora i legittimi proprietari dei propri BTC.

La difesa di Cohen rafforza invece la tesi che Bitcoin funziona secondo un diritto proprio: chi controlla le chiavi private controlla i Bitcoin. Nessuna corte può assegnare la proprietà di un wallet senza l’accesso alla chiave privata. In questo senso, la causa è anche un banco di prova per l’applicabilità del diritto tradizionale ai sistemi decentralizzati.

Per capire meglio le origini filosofiche di Bitcoin, leggi il nostro approfondimento su Adam Back e le radici cypherpunk di Bitcoin. E per restare aggiornato su chi detiene i maggiori volumi di BTC, consulta la nostra analisi su BlackRock, terzo holder mondiale di Bitcoin con 764.000 BTC.

Cosa Significa per i Detentori di Bitcoin

La causa non rappresenta una minaccia immediata per i possessori ordinari di Bitcoin. Tuttavia, chi detiene BTC in wallet non custodial — hardware wallet, cold storage — dovrebbe conservare prove di proprietà: seed phrase, ricevute d’acquisto, data di creazione del wallet. In un contesto legale ostile, non è sufficiente possedere i fondi: potrebbe essere necessario dimostrarlo davanti a un giudice.

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Conclusione: Il 14 Luglio la Prima Risposta

La causa Noah Doe rappresenta il tentativo più ambizioso mai registrato di applicare il diritto della proprietà smarrita al mondo Bitcoin. La tesi che 3,799 milioni di BTC inattivi costituiscano “beni abbandonati” è giuridicamente fragile — come evidenzia il controricorso di Cohen — ma il solo fatto che sia arrivata a un’udienza presso la New York Supreme Court mostra quanto sia urgente definire con precisione i confini del diritto nell’era degli asset digitali. Il 14 luglio 2026 conosceremo le prime risposte.

FAQ sulla Causa Bitcoin Satoshi

Quanti Bitcoin sono coinvolti nella causa Noah Doe?

Secondo Galaxy Digital (Alex Thorn), la causa punta a circa 3,799 milioni di BTC — equivalenti a circa 238 miliardi di dollari al momento della stesura — distribuiti su 39.069 indirizzi pseudonimi, inclusi wallet attribuiti a Satoshi Nakamoto.

Cosa significa “lost property” applicata a Bitcoin?

La legge sulla “proprietà smarrita” di New York consente di rivendicare la titolarità legale di beni abbandonati. I ricorrenti sostengono che la dormienza dei wallet Bitcoin provi l’abbandono. La difesa contesta: dormire non equivale ad abbandonare, e i tribunali locali non hanno giurisdizione sulle chiavi private.

Chi difende i possessori dei Bitcoin dormant?

L’avvocato Ian R. Cohen (@btclawyerguy) ha presentato un’amicus brief il 29 maggio 2026 e un controricorso il 19 giugno, argomentando che la legge di New York non si applica ai Bitcoin in autocustodia e che concedere sentenze contro “sconosciuti pseudonimi” violerebbe il diritto al contraddittorio.

Quando è prevista la prossima udienza?

L’udienza è fissata per il 14 luglio 2026 presso la New York Supreme Court, davanti alla Justice Kathy King.

I Bitcoin di Satoshi potrebbero davvero essere riassegnati?

Attualmente è molto improbabile dal punto di vista tecnico. I Bitcoin non possono essere trasferiti senza la chiave privata, indipendentemente da qualsiasi sentenza. La causa mira a stabilire un precedente legale sul riconoscimento della proprietà, non a ottenere accesso tecnico ai fondi.

Trevis

Autore di BitcoinLive24

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