Matthew Cole, CEO di Strive Asset Management, ha annunciato che l’azienda sta lavorando attivamente con il Bitcoin Policy Institute per presentare al Congresso USA una roadmap concreta per abolire la capital gains tax (imposta sulle plusvalenze) sui Bitcoin. La proposta arriva in un momento decisivo: il 9 giugno 2026 la House Ways and Means Committee terrà un’audizione dedicata alla tassazione degli asset digitali, con sette bozze legislative già sul tavolo. Per milioni di detentori di BTC negli Stati Uniti, l’esito potrebbe ridefinire le regole del gioco fiscale.
Cosa Ha Proposto il CEO di Strive
Matthew Cole (CEO di Strive Asset Management, società di gestione patrimoniale con oltre 19.000 BTC in bilancio) ha dichiarato pubblicamente: “Concordo con chi vuole eliminare la capital gains tax su Bitcoin, e Strive è attivamente impegnata a Washington per farlo accadere.” La dichiarazione è arrivata in risposta al dibattito aperto dalla House Ways and Means Committee, l’organo legislativo della Camera dei Rappresentanti USA che gestisce la politica fiscale federale.
Cole ha aggiunto una nota di realismo: “Sospetto che i tempi saranno lunghi, ma non ci fermeremo finché non avremo vinto.” L’approccio di Strive è duplice: acquistare BTC istituzionalmente (l’azienda ha recentemente investito 185 milioni di dollari) e fare pressione legislativa per creare un quadro fiscale che renda Bitcoin uno strumento di pagamento praticabile, non solo uno strumento speculativo.
Il Contesto: L’Audizione del 9 Giugno 2026
La House Ways and Means Committee ha pianificato per il 9 giugno 2026 un’audizione formale sulla politica fiscale per gli asset digitali. Le sette bozze di discussione già circolanti affrontano nodi irrisolti della legislazione americana su Bitcoin e crypto:
- Transazioni de minimis: esenzione fiscale per acquisti quotidiani sotto una soglia minima (proposta non ancora quantificata definitivamente)
- Mining e staking rewards: chiarimento su quando i redditi da mining diventano imponibili
- Stablecoin conformi al GENIUS Act: trattamento fiscale agevolato per chi usa stablecoin regolamentati
- Digital Asset PARITY Act: soglia di 200 dollari per la reportistica sulle transazioni in stablecoin
- Parità normativa: estensione agli asset digitali di regole già esistenti per i titoli tradizionali (charitable deduction, mark-to-market, securities lending)
Secondo Alison Mangiero (CEO di Crypto Council for Innovation, associazione di advocacy crypto con sede a Washington), quella del 9 giugno è “un primo passo importante” di un processo legislativo che potrebbe culminare entro fine 2026.
Il Nodo Fiscale che Frena l’Uso di Bitcoin come Moneta
Il problema che Cole e il Bitcoin Policy Institute vogliono risolvere è strutturale: nel sistema fiscale USA, ogni transazione in Bitcoin — anche usare BTC per comprare un caffè — genera un evento tassabile. Il contribuente deve calcolare la plusvalenza rispetto al prezzo di acquisto (cost basis) e dichiararla come reddito da capitale.
Questa meccanica rende Bitcoin impraticabile come mezzo di pagamento quotidiano. La tabella seguente confronta l’approccio USA con quello di alcuni paesi europei sulla capital gains tax per Bitcoin:
| Paese | Aliquota CGT Bitcoin | Esenzioni | Uso come valuta |
|---|---|---|---|
| USA | 0-37% (short/long term) | Nessuna de minimis federale | Ogni transazione è evento fiscale |
| Germania | 0% se tenuto >1 anno | Totale dopo 12 mesi | Libero dopo holding period |
| El Salvador | 0% | Totale (Bitcoin moneta legale) | Libero per definizione legale |
| Portogallo | 28% (dal 2023) | Esenzione holding >365 gg | Tassato sotto 365 giorni |
| Grecia | 15% (proposta 2026) | Primi €500 esenti | In fase di implementazione |
| Italia | 26% | Soglia €2.000 giacenza | Tassato su plusvalenze |
Le Conseguenze per i Detentori di Bitcoin
Se la proposta di eliminare la capital gains tax su Bitcoin venisse approvata, le implicazioni sarebbero immediate per circa 40-50 milioni di americani che detengono BTC, secondo stime di Chainalysis (società di analisi blockchain con sede a New York). Il BTC potrebbe essere usato come mezzo di pagamento senza dover tracciare il cost basis di ogni transazione, eliminando il carico amministrativo che oggi rende impraticabile l’uso quotidiano.
Dal punto di vista degli investitori, l’abolizione della CGT trasformerebbe Bitcoin da asset speculativo a strumento di riserva di valore con piena libertà di utilizzo — simile a quanto avviene in Germania, dove i Bitcoin detenuti per più di un anno sono completamente esenti da tassazione.
Su BitcoinLive24 seguiamo da mesi il percorso legislativo USA: la CLARITY Act, la proposta de minimis e ora questa nuova pressione fiscale formano un quadro normativo in rapida evoluzione.
Prospettive: Tre Scenari per il 2026
Il percorso legislativo americano per Bitcoin è complesso. Secondo CoinDesk, Camera e Senato hanno “altre priorità più avanzate” che potrebbero rallentare l’iter. Ecco i tre scenari più probabili:
- Approvazione parziale entro fine 2026 (probabilità stimata ~35%): passa la de minimis sotto una certa soglia (es. $200-600 per transazione), ma non l’abolizione totale della CGT. Consentirebbe micropagamenti in BTC senza carico fiscale.
- Stallo legislativo (probabilità ~45%): le sette bozze restano in discussione oltre il 2026, rinviate alla sessione del 2027. È lo scenario considerato più probabile dagli analisti di JPMorgan, che già a giugno 2026 hanno avvertito che “la finestra legislativa si sta chiudendo”.
- Riforma fiscale ampia nel 2027 (probabilità ~20%): inserimento di una clausola sulla CGT Bitcoin in un pacchetto fiscale più ampio, sull’onda di pressioni istituzionali coordinate da Strive, Bitcoin Policy Institute e Digital Chamber.
FAQ: Capital Gains Tax Bitcoin USA
Cos’è la capital gains tax su Bitcoin negli USA?
La capital gains tax è un’imposta sulle plusvalenze realizzate vendendo o usando Bitcoin. Negli USA ogni transazione in BTC costituisce un evento fiscale con aliquote che vanno dallo 0% al 37% a seconda del periodo di detenzione e del reddito complessivo.
Cosa propone Strive Asset Management?
Strive, guidata da Matthew Cole, propone di eliminare completamente la capital gains tax su Bitcoin per trasformarlo da asset speculativo a mezzo di pagamento praticabile. L’azienda collabora con il Bitcoin Policy Institute per presentare questa roadmap alla House Ways and Means Committee.
Cosa discuterà la House Ways and Means Committee il 9 giugno?
La House Ways and Means Committee esaminerà sette bozze legislative sulla tassazione degli asset digitali, tra cui: un’esenzione de minimis, il trattamento fiscale di mining e staking, le regole per le stablecoin conformi al GENIUS Act e la parità normativa tra asset digitali e strumenti finanziari tradizionali.
Come si confronta la tassazione USA con quella europea?
Il regime USA è tra i più onerosi per i piccoli acquisti quotidiani in Bitcoin, poiché non prevede esenzioni de minimis federali. La Germania esonera i Bitcoin detenuti per più di un anno, El Salvador non tassa affatto e l’Italia applica il 26% con soglia di esenzione di €2.000.
Quando potrebbe entrare in vigore una riforma fiscale su Bitcoin negli USA?
Secondo CoinDesk e JPMorgan, lo scenario più probabile è uno stallo oltre il 2026, con possibile inserimento in un pacchetto fiscale ampio nel 2027. Strive e il Bitcoin Policy Institute lavorano per accelerare i tempi, ma il percorso legislativo resta incerto.
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Questo articolo è informativo e non costituisce consulenza finanziaria o legale. I dati legislativi riportati si basano su fonti pubbliche disponibili alla data di pubblicazione. Fonte originale: CoinGape.
